Dic 09

Convocazione assemblea nazionale dicembre 2016

boschi

Ai componenti l’Assemblea nazionale
Ai Segretari e Presidenti di Circolo
Ai delegati all’Assemblea nazionale a Roma
Ai parlamentari del PD residenti in Svizzera

Dietikon, 6 dicembre 2016

Convocazione Assemblea nazionale del PD Svizzera

Care e cari,
siete invitati a partecipare all’Assemblea nazionale del Partito Democratico in Svizzera convocata per:

domenica 11 dicembre 2016, alle ore 10:30
c/o Casa d’Italia, Bühlstrasse 57 a Berna
I lavori inizieranno alle ore 10.30 e termineranno alle ore 16.00

Parteciperà all’Assemblea la consigliera nazionale Ada Marra del PSS deputata di Losanna, componente della commissione finanze della Svizzera.

Temi all’ordine del giorno:

1. Referendum Costituzionale del 4 dicembre 2016
Pausa
2. Votazione popolare del 12 febbraio 2017: “Decreto federale del 30 settembre 2016 concernente la naturalizzazione agevolata degli stranieri della terza generazione (FF 2016 6819)”
3. Varie ed eventuali

Siete cordialmente invitati a partecipare alla riunione e ad essere puntuali.
Nell’attesa di vedervi vi saluto caramente.

Maria Bernasconi
Presidente

Partito democratico in Svizzera, Segreteria nazionale Badenerstrasse 18
8953 Dietikon info@pd-svizzera.ch Tel. 0041 (0) 44 740 1517 www.pd-svizzera.ch

Dic 09

Naturalizzazione stranieri in Svizzera

boschi

SÌ alla naturalizzazione facilitata della terza generazione! Appello per la naturalizzazione

Il PD in Svizzera assieme al Partito socialista (PS) si impegnano per una Svizzera della convivenza, plurilingue, plurireligiosa e multiculturale.
Più di due milioni di residenti non hanno un passaporto svizzero. Vivono qui, vanno a scuola con noi, giocano con noi a calcio o fanno nuoto con noi, lavorano con noi, pagano le tasse – appartengono a noi, alla Svizzera. Nonostante ciò sono esclusi dalla partecipazione politica, anche se molte decisioni politiche nel Parlamento o alle urne hanno dirette ripercussioni su tutti. Se confrontata con quella in altri paesi europei la naturalizzazione in Svizzera è molto difficile, costosa e faticosa.
Con le nuovi leggi sull’immigrazione vengono messi addirittura nuovi paletti. Dal 1° gennaio 2018 potranno fare domanda solo persone con un permesso C. Per tutti quelli con un permesso B (come oggi), sono 650.000 persone, non sarà più data questa possibilità.

• Impegniamoci quindi in favore della campagna per il sì alla naturalizzazione facilitata, su cui si voterà il 12 febbraio 2017.
• Il PS svizzero insieme al PS Migranti ha lanciato un appello e una campagna per la naturalizzazione delle persone che hanno un permesso di tipo B. Vogliamo informare, promuovere e aiutare. Vogliamo più Svizzera per tutti. Chi desiderasse mettersi in contatto con un/a consulente per la naturalizzazione del PS, si può annunciare nei nostri circoli o presso le sezioni del PSS.
Mustafa Atici, Presidente PS Migranti
Christian Levrat, Presidente PS Svizzera

PASSAPAROLA! Questo documento è disponibile anche nelle seguenti lingue:
Tedesco/francese/albanese/arabo/inglese/italiano/curdo/portoghese/Serbo-croato-bosniaco/spagnolo/tamil/turco

Partito democratico in Svizzera, Segreteria nazionale Badenerstrasse 18
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Nov 26

Comunicato stampa 24.11.2016

Consiglio Generale degli Italiani all’estero

Michele Schiavone
Segretario generale

Comunicato stampa

Le fantomatiche accuse al voto all’estero e l’accanimento con il quale alcuni inqualificabili e sconosciuti personaggi in Svizzera si ostinano a diffamare di brogli elettorali le elettrici e gli elettori italiani, mettendo in discussione anche l’operato dei Consolati e dell’Ambascia-ta italiana nella Confederazione elvetica, sono il frutto morboso di una sedicente pratica politica mirante all’annientamento delle istituzioni e della partecipazione democratica e popolare degli italiani all’estero.
Abbiamo la manifesta conferma di come pochi esaltati, attraverso i social network e con l’ausilio di certa stampa militante e direttamente interessata all’esito finale del referendum confermativo in votazione il quattro dicembre, possano confondere la realtà con accanimento e veemenza affermando concetti mendaci e destabilizzanti delle istituzioni.
Neanche negli anni più bui del secolo scorso la politica italiana si era spinta così in basso fino ad esprimere tale turpitudine. Perciò, non desta meraviglia il degrado del dibattito e dei comportamenti che si sono manifestati in questa circostanza referendaria sia in Italia, sia in Svizzera dove proprio questi replicanti e folcloristici giullari di corte, spinti da motivi diversi dal quesito referendario, si fanno megafono di infondate congetture degne di gravissima riprovazione e si esaltano ad affabulare con inganno le elettrici e gli elettori meno protetti, come anche l’opinione pubblica.
Non sarà certo il fantasioso comportamento di questi discutibili personaggi, sia dal punto di vista etico, sia da quello morale, a mettere in discussione il voto degli italiani all’estero, i quali nella pur breve esperienza partecipativa alle consultazioni politiche italiane hanno di par loro acquisito gli anticorpi per proteggersi da tali campagne denigratorie. A garanzia del voto all’estero, lo stesso governo ha messo a disposizione, presso il Ministero degli esteri e della cooperazione internazionale, un ufficio dove i cittadini italiani all’estero potranno rivolgersi per manifestare eventuali disfunzioni o abusi. Questa è la democrazia in un paese che rispetta tutti gli schieramenti politici, dove ognuno è libero di esprimere le proprie opinioni senza falsare il corso della storia. Nei pochi giorni utili restanti diamo esempi positivi agli italiani all’estero ed ai paesi ospitanti. Ne va del futuro dell’Italia.

     Michele Schiavone

 

Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Piazzale della Farnesina 1, 00135 Roma
Cgie.segreteria@esteri.it Phone 0039 06 3691 2831
Torggelgasse 8, 8274 Tägerwilen, Svizzera michele.schiavone@sunrise.ch phone 0041 76 571 1945

Nov 23

Leggende Metropolitane che inficiano il voto all’estero

“Succede oramai da qualche lustro e sembra un refrain, che si ripete con progressiva enfasi dalle prime votazioni legislative tenutesi nella ripartizione estero nel 2006. Da dieci anni, oramai, gli italiani all’estero sono chiamati a partecipare direttamente alle scelte politiche nazionali in ottemperanza dell’articolo 48 della costituzione. Il loro voto, però, continua ad essere oggetto di acuti e contraddittori scambi di valutazioni tra schieramenti avversi”. Michele Schiavone, segretario generale del Consiglio generale degli italiani all’estero, commenta così le polemiche sul voto degli italiani all’estero per il referendum del 4 dicembre. “Anche in questa tornata – continua Schiavone – il quesito referendario è diventato argomento di disputa politica e le elettrici e gli elettori italiani all’estero, ai quali la costituzione italiana garantisce piena rappresentanza politica mediante il diritto di voto, vengono tirati per la giacca perché quest’ultimo, a detta di qualche santone della politica e di alcuni saggi di diritto costituzionale, risulterebbe inficiato da brogli, manomissioni ed è macchiato di insufficiente credibilità”. A chi “dà libero sfogo a questa leggenda metropolitana”, il segretario generale del Cgie chiede “se c’è fondatezza nelle loro affermazioni e se nel dubbio, gli stessi argomenti usati oggi per l’estero, abbiano concorso parimenti in altri periodi storici a mettere in discussione i principi costituzionali del voto in Italia?”.

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