Ago 17

BASTA UN SI

UN VOTO. PER RENDERE IRREVERSIBILE il processo delle RIFORME.
Gli Italiani che risiedono all’estero hanno nel cuore le condizioni della società Italiana.
Difatti se i vecchi emigrati possono tracciare un bilancio in bianco e nero rispetto alla situazione
della loro partenza, i Giovani emigrati scappano come loro unica prospettiva di trovare un loro
percorso di vita. In Italia la possibilità per i giovani di avere un lavoro, di formare una famiglia
rappresenta spesso un miraggio. Nepotismi ,clientele,concetto di anzianità nei passaggi sociali,
rappresentano ostacoli al loro avanzamento e degrado della società.
La politica ha gravi colpe in quanto fa spesso propri questi meccanismi negativi.
Riformare il paese a cominciare dalle forme di rappresentanza della Democrazia è la base per
uscire da questo impasse.
Fa specie che coloro che hanno accumulato il loro consenso per aprire il parlamento come ” una
scatola di tonno”. Con la loro azione siano la più grande forma di conservazione dell’esistente, di
fatto tradendo gli interessi delle giovani generazioni.
Abbiamo coscienza che un processo di riforma può essere in fasi successive migliorato, ma
questo è possibile se si approva la Riforma.
Gli Italiani all’estero sono impegnati e voteranno SI
                                                                                 ANTONIO ARDUINI

Ago 12

Comunicazione Segreteria Nazionale 12/08/2016

                                                   Schermata 2016-02-22 alle 10.39.47

 

Carissimo Presidente, carissimo Christian,

 

le notizie che in queste ultime ore stanno arrivando di tantissimi rifugiati bloccati alle stazioni di Como e Milano, a seguito dei respingimenti effettuati dalla polizia di frontiera svizzera ci preoccupano e ci affliggono. Molti di questi sono minori non accompagnati, tante donne sole, esseri umani che vogliono solamente attraversare il territorio elvetico per raggiungere i paesi del nord Europa e ricominciare a vivere.

 

Il Partito democratico in Svizzera non puo’ che prendere le distanze da queste politiche migratorie e chiedere al Partito Socialista Svizzero di intervenire presso gli organismi istituzionali affinché si cerchino soluzioni piu’ consone ad un paese democratico.

 

Siamo naturalmente consapevoli delle difficoltà a gestire il fenomeno migratorio che ogni giorno diventa sempre piu’ drammatico, ma respingere non solo non é la soluzione giusta, ma aggrava le condizioni già precarie di questi essere umani.

 

La Svizzera é un paese di accoglienza e noi italiani possiamo testimoniare il cammino culturale e politico fatto da questo paese per passare da politiche discriminatorie ad azioni di integrazione e accoglienza delle diversità.

 

Per questo crediamo che i respingimenti non rispondano alla sensibilità con cui la Svizzera ha affrontato il tema delle migrazioni in questi ultimi anni e rilanciamo la nostra disponibilità a collaborare con il PSS per individuare misure di politica migratoria che non rifiutino, ma accolgano chi scappa da situazioni di estrema tragicità.

 

Come é stato detto anche in occasione dell’ultimo seminario sulla migrazione organizzato di recente dal PSS e dal PSE a Berna, é urgente mettere in campo due azioni già sperimentate in Italia e che stanno avendo risultati positivi: le vie d’accesso legali, ed il relativo reinsediamento e soprattutto i corridoi umanitari, che permettono l’accoglienza e la presa in carico di rifugiati da parte di associazioni, grazie ad un accordo tra il Ministero degli esteri, la Comunità di Sant’Egidio e la federazione delle chiese evangeliche.

 

Siamo convinti che anche in Svizzera potremmo attivare queste strategie, vista anche la presenza di numerose associazioni che già operano in questo ambito e con la forza sinergica dei partiti politici svizzeri e di quelli stranieri organizzati e riconosciuti democraticamente in questo paese.

 

Il Partito democratico in Svizzera mette a disposizione la sua esperienza e collaborazione per aiutare a risolvere questa emergenza e siamo certi, che raccoglierai il nostro invito a lavorare insieme e che il PSS si farà portavoce di tutti coloro che credono in un mondo di accoglienza e non di rifiuto.

 

Caro Christian siamo sicuri che in questa grande sfida possiamo contare sulla Tua profonda sensibilità umana e politica e che ci troverai sempre disponibili alla soluzione di questioni che condizionano il progresso di questo Paese. Con grande stima e amicizia Ti invio un caro saluto anche a nome dei nostri compagni, dirigenti della segreteria nazionale e militanti del partito democratico in Svizzera.

 

Michele Schiavone

 

Ago 08

Non dimenticare Marcinelle. Quel sacrificio di 60 anni fa che ha contribuito a costruire il nostro presente

di Domenico Logozzo *

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GIOIOSA JONICA (Reggio Calabria) – “La sicurezza sul lavoro è una battaglia di civiltà a cui tutti dobbiamo contribuire per consolidare sempre più la dignità della persona umana”. Di grande attualità le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella a 60 anni dalla sciagura mineraria di Marcinelle, dove l’8 agosto del 1956 morirono 262 minatori, 136 dei quali italiani. L’Abruzzo, la regione che pagò il tributo più alto con 60 vittime. “L’immane sacrificio di coloro che sono partiti con la speranza di migliorare le condizioni di vita dei propri figli – ha recentemente ricordato il Capo dello Stato, incontrando al Quirinale una delegazione abruzzese guidata dal governatore D’Alfonso – ha contribuito a costruire il presente del nostro Paese”.

 

Dal 2001 per iniziativa del presidente Carlo Azeglio Ciampi, l’8 agosto si celebra la “Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo”. Quattro anni dopo lo stesso Ciampi, in occasione del 2 giugno, Festa della Repubblica, conferì la medaglia d’oro al Merito Civile ai 136 minatori italiani morti a Marcinelle “per avere sacrificato la vita ai più nobili ideali di riscatto sociale. Luminosa testimonianza del lavoro e del sacrificio degli italiani all’estero, meritevole del ricordo e dell’unanime riconoscenza della Nazione tutta”.

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Mag 18

9 giugno 2016 conferenza su Giuseppe De Vittorio

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I  N  V  I  T  A

a partecipare alla conferenza dell’onorevole Elena Gentile
parlamentare europeo a Bruxelles, già sindaco di Cerignola e già assessore regionale della Puglia  su

Giuseppe De Vittorio e il suo tempo
   

Giuseppe Di Vittorio, nato a Cerignola-FG nel 1892 da un’umile famiglia di braccianti analfabeti divenne il leader sindacale più importante d’Italia,
amato da operai e contadini, al Sud come al Nord.
Egli combattè per i diritti dei lavoratori contro ogni forma di sfruttamento.

Introduzione:
Dr.iur. Carlo Alberto Di Bisceglia, vicepresidente PD di Basilea

 

La conferenza avrà luogo

Giovedi  9  giugno  2016,  ore 19.15

nell’aula  118  dell’Università di Basilea al Petersplatz.

 

Segue aperitivo

                          Vi attendiamo numerosi.

 

PD Partito Democratico  Circolo di Basilea
Il Direttivo

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