Ago 26

Festa de l’Unità, il programma completo

Festa de l’Unità, il programma completo

Diciassette giorni di politica, cultura e attualità, oltre settanta dibattiti, circa 500 relatori e altrettanti volontari di tutte le età, due palchi, dieci concerti, oltre undici ore di proiezione cinematografica all’aperto . Ecco come sarà quest’anno la Festa de l’Unità del PD Milano

di Ufficio Stampa

Due palchi, uno intitolato “Altiero Spinelli” e l’altro “Enzo Jannacci”, per ospitare oltre 70 dibattiti, la “Libreria 25 Aprile” che accoglierà la presentazione di 34 libri, i concerti gratuiti de I musici di Francesco Guccini, Dear Jack, Le sorelle Marinetti, Spazio Petardo e molti altri.

Tra le novità di quest’anno il cinema all’aperto con la proiezione gratuita di sei pellicole, l’area bimbi, sport e giostre e lo spazio “Casa del Sì” dedicato ai temi della riforma costituzionale. Non mancheranno la buona cucina del ristorante “I sapori de l’Unità”, il bar “Bella ciao, Milano”, il “Chiringuito” e i diversi stand di street food.
“Lo slogan scelto per quest’anno è “Avanti Milano, Sì cambia” – spiega il segretario Bussolati – perché il cambiamento non può che partire dai territori e Milano oggi ha una scommessa importante da vincere, confermare il suo ruolo di guida in Italia e in Europa, assieme a tutta l’area metropolitana.

 

Diciassette giorni di politica, cultura e attualità scanditi da 3 appuntamenti principali.
Il primo, dedicato al tema dell’Islam, si svilupperà attraverso un seminario di formazione con Ilda Curti e Umberto Tavolato e due dibattiti con testimonianze dal mondo musulmano sulla costruzione di una società plurale. Il secondo grande tema è quello della riforma costituzionale, che troverà spazio sia in due momenti di formazione che in un dibattito al quale parteciperà, fra gli altri, la ministra delle riforme Maria Elena Boschi. Infine, Italia Chiamò: una due giorni, dal 9 al 10 settembre, con amministratori locali ed esponenti del governo, durante la quale si lavorerà su temi di respiro nazionale e la cui conclusione sarà affidata al sindaco Beppe Sala che salirà sul palco sabato 10.

 

Dal 2 al 4 settembre, invece, spazio al dibattito nazionale sulla salute: Milano ospiterà la Festa nazionale su “Welfare e Salute” con l’intervento, fra gli altri, della ministra Beatrice Lorenzin.

 

“Tutto questo – sottolinea Bussolati – sarà possibile anche grazie all’impegno dei tanti volontari che ogni giorno si alterneranno negli stand e negli spazi, a cui va il nostro grande grazie”.

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Ago 26

Terremoto: migranti al lavoro nelle tendopoli

Terremoto: migranti al lavoro nelle tendopoli
Arquata del Tronto – Difficile non notarli nella loro divisa arancio fluorescente. Pelle scura, guanti alle mani e cappellino in testa per proteggersi dal sole, canticchiano ritmate canzoni africane e accennano qualche passo di danza mentre lavorano. Vengono dalla Nigeria, dal Mali, dal Senegal, ma sono ormai talmente riconoscenti nei confronti del nostro Paese che li ha salvati da un barcone alla deriva, che ora si sentono parte della nostra nazione. E quindi, adesso che l’ Italia intera dopo le lacrime della prima ora sta facendo arrivare nel cuore dello Stivale beni di prima necessità e volontari, anche loro vogliono fare la propria parte.
«L’ Italia mi ha accolto quando fuggivo dalle guerre in corso nel mio Paese – è il coro unanime -. Adesso non potevo che ricambiare il favore». Jamakoho Diarra, Amadou Tidiane e Jones Tigian sono solo tre dei venti richiedenti asilo gestiti dall’ associazione Gus (Gruppo umana solidarietà) di Monteprandone, nell’ Ascolano, che da ieri stanno dando una mano a ripulire le aree in cui sono state allestite le due tendopoli nel Comune di Arquata del Tronto. «Quando ho visto le immagini in tv l’ altra notte mi sono sentito male – racconta in uno stentato italiano Jamakoho, da otto mesi in Italia – queste case distrutte mi ricordano il mio Paese, il Mali». Loro che sono scappati dai conflitti non possono non immedesimarsi nello scenario da bombardamento che si sono trovati davanti arrivando a Pescara del Tronto. Jones proviene invece dalla Nigeria, ha appena 21 anni ed è qui da poco più di un anno. «Noi vogliamo aiutare, siamo tristi per tutto questo dolore – aggiunge senza nemmeno alzare la testa dal suo lavoro di rasatura dell’ erba -. Non pensate che non ci faccia male al cuore». Qui ci sono «famiglie distrutte – aggiunge questo ragazzone alto e riccio con collane al collo – tanto quanto sono le nostre. Non possiamo stare a guardare, dobbiamo darci da fare». Ha bisogno invece dell’ amico traduttore Amadou, perché con lui si può parlare sono in francese. «Je suis très attristé – ripete – vous ne pouvez pas rester indifférent à toute cette déstruction» . È molto addolorato e continua a insistere che non si può rimanere indifferenti davanti a tutta questa distruzione, «nessun essere umano può». Così Amadou ha deciso, come gli altri, di rendersi utile, anche se sa che il suo è «solo un piccolo gesto di solidarietà».
Proprio mentre il lavoro nel quadrante assegnato loro volge al termine, il trascinatore del gruppo Leon chiama tutti a raccolta: è l’ ora della preghiera. Così si tolgono le scarpe e, rivolti verso la Mecca, si inginocchiano con il volto a terra. Tutti si fermano per un minuto a guardarli, in segno di rispetto, anche se nel campo da ultimare c’ è ancora tanto da fare. Il rispetto per chi, da lontano e di un’ altra religione, è venuto ad aiutare volontariamente si dimostra anche così. Con il silenzio, mentre pregano. (A.Guerrieri)
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Ago 17

BASTA UN SI

UN VOTO. PER RENDERE IRREVERSIBILE il processo delle RIFORME.
Gli Italiani che risiedono all’estero hanno nel cuore le condizioni della società Italiana.
Difatti se i vecchi emigrati possono tracciare un bilancio in bianco e nero rispetto alla situazione
della loro partenza, i Giovani emigrati scappano come loro unica prospettiva di trovare un loro
percorso di vita. In Italia la possibilità per i giovani di avere un lavoro, di formare una famiglia
rappresenta spesso un miraggio. Nepotismi ,clientele,concetto di anzianità nei passaggi sociali,
rappresentano ostacoli al loro avanzamento e degrado della società.
La politica ha gravi colpe in quanto fa spesso propri questi meccanismi negativi.
Riformare il paese a cominciare dalle forme di rappresentanza della Democrazia è la base per
uscire da questo impasse.
Fa specie che coloro che hanno accumulato il loro consenso per aprire il parlamento come ” una
scatola di tonno”. Con la loro azione siano la più grande forma di conservazione dell’esistente, di
fatto tradendo gli interessi delle giovani generazioni.
Abbiamo coscienza che un processo di riforma può essere in fasi successive migliorato, ma
questo è possibile se si approva la Riforma.
Gli Italiani all’estero sono impegnati e voteranno SI
                                                                                 ANTONIO ARDUINI

Ago 12

Comunicazione Segreteria Nazionale 12/08/2016

                                                   Schermata 2016-02-22 alle 10.39.47

 

Carissimo Presidente, carissimo Christian,

 

le notizie che in queste ultime ore stanno arrivando di tantissimi rifugiati bloccati alle stazioni di Como e Milano, a seguito dei respingimenti effettuati dalla polizia di frontiera svizzera ci preoccupano e ci affliggono. Molti di questi sono minori non accompagnati, tante donne sole, esseri umani che vogliono solamente attraversare il territorio elvetico per raggiungere i paesi del nord Europa e ricominciare a vivere.

 

Il Partito democratico in Svizzera non puo’ che prendere le distanze da queste politiche migratorie e chiedere al Partito Socialista Svizzero di intervenire presso gli organismi istituzionali affinché si cerchino soluzioni piu’ consone ad un paese democratico.

 

Siamo naturalmente consapevoli delle difficoltà a gestire il fenomeno migratorio che ogni giorno diventa sempre piu’ drammatico, ma respingere non solo non é la soluzione giusta, ma aggrava le condizioni già precarie di questi essere umani.

 

La Svizzera é un paese di accoglienza e noi italiani possiamo testimoniare il cammino culturale e politico fatto da questo paese per passare da politiche discriminatorie ad azioni di integrazione e accoglienza delle diversità.

 

Per questo crediamo che i respingimenti non rispondano alla sensibilità con cui la Svizzera ha affrontato il tema delle migrazioni in questi ultimi anni e rilanciamo la nostra disponibilità a collaborare con il PSS per individuare misure di politica migratoria che non rifiutino, ma accolgano chi scappa da situazioni di estrema tragicità.

 

Come é stato detto anche in occasione dell’ultimo seminario sulla migrazione organizzato di recente dal PSS e dal PSE a Berna, é urgente mettere in campo due azioni già sperimentate in Italia e che stanno avendo risultati positivi: le vie d’accesso legali, ed il relativo reinsediamento e soprattutto i corridoi umanitari, che permettono l’accoglienza e la presa in carico di rifugiati da parte di associazioni, grazie ad un accordo tra il Ministero degli esteri, la Comunità di Sant’Egidio e la federazione delle chiese evangeliche.

 

Siamo convinti che anche in Svizzera potremmo attivare queste strategie, vista anche la presenza di numerose associazioni che già operano in questo ambito e con la forza sinergica dei partiti politici svizzeri e di quelli stranieri organizzati e riconosciuti democraticamente in questo paese.

 

Il Partito democratico in Svizzera mette a disposizione la sua esperienza e collaborazione per aiutare a risolvere questa emergenza e siamo certi, che raccoglierai il nostro invito a lavorare insieme e che il PSS si farà portavoce di tutti coloro che credono in un mondo di accoglienza e non di rifiuto.

 

Caro Christian siamo sicuri che in questa grande sfida possiamo contare sulla Tua profonda sensibilità umana e politica e che ci troverai sempre disponibili alla soluzione di questioni che condizionano il progresso di questo Paese. Con grande stima e amicizia Ti invio un caro saluto anche a nome dei nostri compagni, dirigenti della segreteria nazionale e militanti del partito democratico in Svizzera.

 

Michele Schiavone

 

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