Comunicato Stampa PD

COMITES SVIZZERA

Dati ufficiali delle elezioni Comites

 

 

Lettera di Matteo Renzi ai Segretari di Circolo

 

Il Deputato Alessio Tacconi aderisce al Gruppo del Partito Democratico

Il Deputato Alessio Tacconi aderisce  al Gruppo del Partito Democratico.

Deputato eletto all’estero, nella ripartizione Europa, l’On. Alessio Tacconi ha annunciato, nel corso di una conferenza stampa, la sua adesione al gruppo del Partito Democratico.

Rifacendo a grandi linee il suo percorso politico degli ultimi due anni, il Deputato rivendica la coerenza delle sue scelte, sia al momento dell’abbandono del Movimento 5 Stelle in cui era stato eletto, sia in questo suo secondo passaggio di campo. “La coerenza della mia scelta – afferma il Deputato – deriva dal mandato che mi hanno conferito gli elettori di rappresentare le loro istanze di cittadini italiani residenti all’estero, temi purtroppo estranei al Movimento e che invece trovano ascolto ed appoggio nei miei interlocutori del PD. Sono queste esigenze di rappresentanza  e di obbligo morale verso i miei elettori – egli conclude – che hanno dettato le ragioni della mia scelta”.

Di seguito il testo del suo intervento in conferenza stampa.

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Ho convocato questa conferenza stampa per annunciare la mia decisione di aderire, da oggi, al gruppo del Partito Democratico e per spiegare brevemente, ma spero in maniera esauriente, le ragioni principali che mi hanno portato a compiere questa scelta.

Sono certo che siate già tutti a conoscenza della mia storia politica. Sono stato l’unico eletto all’estero nelle fila del Movimento 5 Stelle, nello specifico nella Circoscrizione Europa.

La mia elezione è avvenuta nonostante Beppe Grillo e quindi il Movimento 5 Stelle non abbiano mai preso minimamente in considerazione gli italiani residenti all’estero da un punto di vista politico, ma solamente per due motivi: prima di tutto per un mero profitto economico, nei casi in cui i tour di Grillo hanno toccato alcune città straniere, e  poi per un ritorno elettorale, e cioè per immagazzinare il maggior numero di voti possibile.

Insieme ad altri candidati, avevo comunque creduto alle promesse di rinnovamento fatte dal Movimento, partecipando attivamente al progetto. Ho voluto andare oltre la mancanza di un vero e proprio programma rivolto agli italiani emigrati, riempiendo quel vuoto con proposte ben specifiche, sviluppate nel corso dei molti incontri avuti con i nostri connazionali in Europa. Alcune delle proposte riguardavano, per esempio, l’abolizione dell’IMU sulla prima casa per gli italiani all’estero, il supporto agli emigranti da parte della rete consolare, il blocco della riduzione delle sedi consolari da accompagnare con una parallela riduzione degli sprechi nella rete diplomatica.

Molto presto, però, il Movimento 5 Stelle si è rivelato una gigantesca farsa, che ha tradito le aspettative di chi l’ha votato. Tutte le promesse fatte durante la campagna elettorale si sono rivelate, nel migliore dei casi, parole al vento. Molto più spesso, come ho avuto modo di affermare più di un anno fa, in occasione della mia uscita, sono state slogan per “lucrare sulle difficoltà del Paese e dei cittadini per puro calcolo elettorale”. In quell’occasione denunciavo come sia i vertici del movimento che i miei ex colleghi eletti fossero “capaci di soffiare sul fuoco del conflitto sociale” ma non “fossero capaci di assumersi alcuna responsabilità politica vera”.

Non voglio soffermarmi più a lungo sulle contraddizioni del Movimento, già esaurientemente sviscerate nel recente passato da vari protagonisti di questa vicenda. Aggiungo solo che, dopo averci messo personalmente la faccia in campagna elettorale, non mi aspettavo certo di arrivare al punto in cui l’unico modo per ricordare ai cittadini dell’esistenza del Movimento fosse non avere alcun rispetto verso le più importanti istituzioni politiche italiane, commettendo vilipendio verso il Presidente della Repubblica, salendo sul tetto di Montecitorio per scopi puramente propagandistici o assaltando barbaramente i banchi del Governo. Come non mi aspettavo di dover essere testimone di azioni a dir poco vergognose per chi professa coerenza onestà trasparenza e meritocrazia, come la corsa sfrenata alle poltrone da parte degli eletti una volta entrati in Parlamento o l’assunzione negli uffici legislativi di candidati non eletti, semplicemente perché molto vicini ai vertici milanesi.

A questi aspetti generali, come ho già accennato, si è aggiunta la considerazione quasi nulla che il Movimento 5 Stelle ha sempre rivolto, e continua a rivolgere, alle comunità italiane all’estero. Ho scelto di far parte della Commissione Affari Esteri e Comunitari portando con me le proposte nate dal confronto con gli italiani residenti all’estero in campagna elettorale, che si sono immediatamente trasformate nella mia agenda politica. Tali spunti si sarebbero dovuti a quel punto innestare in un più completo programma di politica estera del Movimento 5 Stelle che però non solo non esisteva all’inizio legislatura ma che non è mai stato sviluppato in questi due anni. La politica estera del Movimento viene ancora oggi affidata a sporadici e deliranti post sul Blog, conditi con assurde prese di posizione fatte solo per portare qualche clic in più al sito. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Se chi entrava a far parte della Commissione Esteri non aveva alcuna idea di quale fosse la linea di politica estera del Movimento, aveva però già molto chiaro come procedere alla spartizione dei ruoli, già decisa prima ancora della costituzione della Commissione stessa, con la “cricchetta” dei fedelissimi a spartirsi i ruoli principali e distribuendo a chi si allineava per primo i rimanenti posti.

Nonostante questo, la mia attività parlamentare si è basata, coerentemente e costantemente, sui punti programmatici iniziali. Tra le altre, ho depositato proposte di legge in materia di revisione dell’esercizio del diritto di voto per gli elettori all’estero, sulla riforma degli organi di rappresentanza degli italiani all’estero, in materia di Istituti Italiani di Cultura ed, infine, in merito al pagamento dell’IMU sulla prima casa per i pensionati italiani all’estero. Molti miei atti parlamentari hanno riguardato la riorganizzazione della rete diplomatica e consolare, il supporto alla nuova emigrazione da parte sia dei patronati che dei Consolati, il riassetto degli Istituti Italiani di Cultura e le procedure per la nomina dei Direttori di Chiara Fama.

Molte di queste iniziative sono state condivise e sottoscritte in maniera trasversale dai miei colleghi eletti all’estero mentre sono state snobbate, se non addirittura in qualche caso, boicottate dai miei ex colleghi di Movimento.

Ma ancor più grave, a mio avviso, si è rivelato il generale atteggiamento e l’intera politica del Movimento 5 Stelle verso i nostri emigrati, che ha affiancato alla scarsissima attenzione verso le problematiche contingenti un sistematico tentativo di minare alla base la stessa struttura di rappresentanza delle nostre comunità all’estero, compreso il loro diritto al voto.

Solo per citare alcuni esempi, voglio ricordare;

la mancanza quasi totale di atti parlamentari in difesa delle nostre comunità fuori Italia

il rifiuto da parte del capogruppo della Commissione Bilancio di presentare alcuni miei emendamenti alla legge di Stabilità 2014 in merito al pagamento dell’IMU da parte degli italiani all’estero, in nome di una fantomatica politica del Movimento sul tema, mai discussa in assemblea né tantomeno con l’unico eletto all’estero

il tentativo di abrogazione dei Comitati degli Italiani all’Estero

il tentativo di abrogazione della Circoscrizione Estero in occasione del recente passaggio alla Camera della Riforma Costituzionale, privando così gli italiani all’estero dei propri rappresentanti in Parlamento.

Molti connazionali, sconcertati, mi chiedono ancora oggi spiegazioni per queste scelte, che io non so dare.

Al contrario, mentre il Movimento 5 Stelle ha dimostrato tutta la sua inconsistenza, c’è stato un serio e costante tentativo di stabilizzazione del difficile contesto politico del nostro Paese da parte delle forze politiche che rappresentano la maggioranza che sostiene l’attuale governo. Allo stesso modo, si è dato inizio a un convinto ed efficace percorso di riforme, prime fra tutte quelle relative al superamento del bicameralismo perfetto e del titolo V della Costituzione, una nuova legge elettorale, seguite da altre importanti iniziative che hanno toccato il mercato del lavoro, la giustizia, il fisco, e sta per mettere mano alla pubblica amministrazione e alla scuola.

È fuori dubbio come la maggiore spinta per la realizzazione di queste riforme sia arrivata dal partito di maggioranza relativa, il Partito Democratico, che, con il suo segretario e Presidente del Consiglio Renzi, sta cercando quotidianamente di riportare crescita economica e fiducia nel futuro, attraverso un deciso cambiamento in tutti i settori della politica e società italiana. Voglio sottolineare solamente un altro fattore: la ritrovata credibilità internazionale del nostro Paese che, oltre ad essere un fattore molto importante per la fiducia dei mercati, è fondamentale agli occhi dei nostri connazionali all’estero, che possono tornare ad essere fieri di chi li rappresenta e ad essere orgogliosi di essere italiani.

Rimanendo sull’argomento degli italiani all’estero, l’attuale maggioranza e l’attuale governo hanno dimostrato una grande attenzione verso le nostre comunità, nonostante i tagli nel budget che il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha dovuto operare per le note esigenze di spending review.

Per fare alcuni esempi, il Governo e l’attuale maggioranza hanno voluto:

difendere l’esistenza della Circoscrizione Estero e quindi la possibilità per gli italiani all’estero di eleggere i propri rappresentanti;

introdurre l’esenzione del pagamento dell’IMU sulla prima casa per i pensionati italiani residenti all’estero

indire nuove elezioni per i Comitati degli Italiani all’Estero, dopo un’attesa di 11 anni

procedere ad una forte riduzione dei tagli dei contributi ai patronati

dimostrare grande sensibilità per risolvere le criticità derivate dalla riduzione del numero di sedi consolari

Tutti temi, questi, sui quali si è concentrata negli ultimi mesi anche la mia attività parlamentare, trovando sempre un grande impegno da parte dell’esecutivo per la risoluzione delle varie problematiche in oggetto.

Il bilancio dei primi due anni di legislatura evidenzia, dunque, chiaramente le diverse politiche messe in atto e i diversi livelli di responsabilità e di volontà di cambiamento dimostrati dai due soggetti politici che ho citato.

Tutto il mio percorso politico è stato guidato dalla volontà di contribuire al processo riformatore del Paese e, nello specifico, di promuovere e difendere gli interessi degli italiani all’estero. Per questo, ho preferito non aderire a nessuno dei progetti alternativi nati dalle macerie del M5S cui faccio i miei migliori auguri ma che non mi avrebbero permesso di perseguire con forza e in maniera efficace gli obiettivi che mi sono ripromesso di raggiungere.

Dopo un lungo periodo di analisi del panorama politico italiano e un progressivo avvicinamento, sono certo di rispettare le aspettative di chi mi ha votato decidendo di aderire al Partito Democratico. In questo modo, al contrario, ho scelto di prendermi la responsabilità di contribuire personalmente al processo riformatore della politica e della società italiana, mantenendo sempre vivo l’impegno verso le comunità italiane all’estero. Questo, di fatto, è quello che mi è stato chiesto dagli elettori nel momento della mia elezione e che, in questi due anni, hanno continuato a chiedermi tutte le persone, giovani e meno giovani, con cui ho avuto la fortuna di potermi confrontare nei frequenti incontri in tutta Europa.

Rinnovo dell’esecutivo cantonale del 12 aprile 2015

Condanna contro gli atti criminali di Tunisi

La tragedia che si è abbattuta sul popolo tunisino per mano dei terroristi dell’ISIS mietendo morti e feriti, tra loro molti turisti stranieri e tre italiani, riporta in auge l’estremismo di radice religiosa che, oramai, da alcuni anni sta imperversando in molti paesi di fede islamica con l’obiettivo di istituire il califfato a detrimento di altre confessioni.

Il partito democratico in Svizzera condanna con fermezza i gravissimi atti criminali di Tunisi, che stanno mettendo a dura prova la giovane democrazia, nata dal fervore e dalla speranza innescate dalla primavera araba, ispiratrice di una nuova onda di moderazione e secolarizzazione in quel paese. Condividiamo l’intervento del presidente del consiglio italiano, Matteo Renzi, alla Camera dei deputati ” … laddove si cerca di aggredire la cultura e la moderazione si colpisce ciascuno di noi. Siamo accanto alle famiglie dei morti e a quelle dei feriti, e seguiamo con grande angoscia la sorte dei nostri connazionali coinvolti nel drammatico evento, ai quali esprimiamo la nostra più sentita vicinanza”.

Ci rivolgiamo a tutti i nostri simpatizzanti, ai nostri circoli e ai nostri dirigenti in Svizzera chiedendo loro di rendersi protagonisti e di partecipare alle iniziative spontanee contro il terrorismo, che saranno organizzate dalle organizzazioni civili e sociali a partire da domani nelle più grandi città della Confederazione elvetica dalle forze democratiche, dalle organizzazioni sindacali e dalle Ong per affermare i valori delle società libere e democratiche.

Dietikon, 18 marzo 2015

Elezioni Comites: sciolta la riserva sul diritto di accesso agli elenchi degli elettori

DOPO IL PARERE DEL GARANTE SULLE LISTE DEGLI ELETTORI COMITES SI FAVORISCA UN IMMEDIATO AVVIO DELLA CAMPAGNA ELETTORALE Il parere del Garante della privacy, richiesto dal Ministero degli Esteri con uno zelo che continuiamo a considerare eccessivo e fuor di luogo, scioglie la riserva sul diritto di accesso dei candidati e dei rappresentanti di lista agli elenchi degli elettori che saranno chiamati a rinnovare i COMITES con voto per corrispondenza. Un parere, quello del Garante, che nella sostanza risponde ad un’elementare esigenza di un’elezione democratica: far conoscere le liste, i programmi, i candidati, in modo da mettere gli elettori nella condizione di scegliere consapevolmente. Spiace – e lo abbiamo detto per iscritto al Ministro Gentiloni- che ancora una volta ad una legittima esigenza degli italiani all’estero, anziché rispondere semplificando e sostenendo, si sia risposto complicando e burocratizzando. Ad ogni modo, ora la situazione è superata, anche se l’ulteriore incertezza diffusa in quest’ultimo mese rischia di erodere il già breve tempo di una campagna elettorale di appena tre settimane, che dovrà fare i conti per altro con il funzionamento degli uffici postali dei tanti Paesi nei quali si vota. Ci auguriamo che questa vicenda serva almeno a mettere un punto fermo per il futuro. E’ il caso, ora, di continuare tutti a lavorare affinché l’espressione reale del voto non si allontani di molto dalla richiesta di partecipazione, che già manifesta evidenti segnali di problematicità. Dopo che i COMITES saranno stati ricostituiti, come abbiamo già detto in diverse occasioni, sarà necessario riflettere in modo serio sullo stato dei rapporti tra le nostre comunità e le istituzioni italiane, alla luce della crisi e dei cambiamenti di questi anni e dell’esigenza di ricalibrare un modello di rappresentanza che guardi al futuro. Sarà necessario interpretare con onestà intellettuale la realtà per quella che veramente è, anche alla luce della ripresa dell’emigrazione ormai in atto da alcuni anni in modo inequivocabile. I fatti ci dicono che se aggiungere problemi a quelli che già ci sono è un atto poco responsabile, restare fermi al passato o seduti sui problemi del presente rischia di essere poco producente e lungimirante. I deputati PD Estero: Farina, Fedi, Garavini, La Marca, Porta Razionale la decisione del Garante per la protezione dei dati personali Possibile fare campagna elettorale nei confronti di coloro che hanno liberamente deciso di iscriversi ad un elenco di elettori. Non saranno invece fornite indicazioni rispetto a chi ha deciso, altrettanto liberamente, di non iscriversi. Una scelta equilibrata dettata dalla profonda conoscenza delle tematiche relative alla protezione dei dati personali. Non possiamo dire la stessa cosa della Farnesina. Innanzitutto per non aver acquisito un parere preliminare prima del decreto. Dopo aver approvato un impianto normativo profondamente innovato, con l’inversione dell’opzione, che molti pensavano di poter trasferire anche sul piano del voto politico, il Ministero degli Esteri ha trascurato elementi fondamentali sul piano del trattamento dei dati personali! Non sono stati gli unici problemi: abbiamo avuto il tira e molla sui tempi di iscrizione per il voto, prorogato e gestito malissimo. In alcune sedi abbiamo appreso che la gestione di posta in entrata non è stata sufficientemente dotata di “spazio”, la risorsa più facile e immediata, il megabyte! Dopo il voto indispensabile un serio e attento esame di tutto l’impianto normativo in vista della riforma ma soprattutto una seria analisi ed una approfondita discussione sulla gestione del voto da parte del Ministero degli Esteri. On. Marco Fedi

Assemblea nazionale Pd Svizzera – Presiederà ai lavori il Senatore Giorgio Tonini

Fedi (Pd). Elezioni Comites: parte la campagna elettorale. Sciogliere in fretta la riserva sull’uso degli elenchi elettorali

SCIOGLIERE IN FRETTA LA RISERVA SULL’USO DEGLI ELENCHI DEGLI ELETTORI PER ASSICURARE UNA CAMPAGNA ELETTORALE ED INFORMATIVA IN PIENA REGOLA

 Il percorso che ci ha portati alle prossime elezioni dei Comites, dopo anni di rinvii, è stato oggettivamente contraddistinto da numerose problematiche e crescenti difficoltà.

Le elezioni sono ormai prossime e con il 18 marzo si chiude la fase preparatoria. Infatti, questo sarà l’ultimo giorno in cui i cittadini italiani iscritti all’Aire da almeno sei mesi potranno registrarsi nell’elenco degli elettori del proprio Consolato ed esercitare così il diritto di voto. I consolati provvederanno poi ad inviare a tutti gli iscritti negli elenchi elettorali i plichi necessari per votare per corrispondenza, che dovranno pervenire entro il 18 aprile. In questi stessi giorni parte la campagna elettorale ed informativa dei candidati e delle liste.

Ed è proprio su questo punto che si registrano delle difficoltà. Ci riferiamo, in particolare, alla possibilità per le liste e i candidati di ottenere dai Consolati l’elenco aggiornato degli elettori, così da poter svolgere una normale campagna informativa ed elettorale.

Ora, pare che numerose rappresentanze consolari, su direttiva della Farnesina, non hanno risposto ancora alle richieste dei candidati e delle liste concorrenti di ricevere l’elenco degli elettori. Questo, in attesa del pronunciamento del Garante della privacy.

In realtà, il garante si era già pronunciato nel settembre 2005 su tutta la materia attinente alla propaganda elettorale nel “decalogo” del Garante, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 settembre 2005 n. 212, facendo riferimento esplicito anche ai Comites con queste testuali parole:

A)    Liste elettorali

Possono essere anzitutto utilizzati, senza il preventivo consenso degli interessati, i dati contenuti nelle liste elettorali che ciascun comune tiene, aggiorna costantemente e rilascia in copia anche su supporto elettronico. L’intera platea degli elettori può essere così contattata agevolmente.

Possono essere altresì utilizzati i seguenti altri elenchi e registri in materia di elettorato attivo e passivo:

  • elenco degli elettori italiani residenti all’estero per le elezioni del Parlamento europeo;

  • elenco aggiornato dei cittadini italiani residenti all’estero finalizzato a predisporre le liste elettorali, realizzato unificando i dati dell’anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire) e degli schedari consolari;

  • elenco dei cittadini italiani residenti all’estero aventi diritto al voto per l’elezione del Comitato degli italiani all’estero (Comites);

  • liste aggiunte degli elettori di uno Stato membro dell’Unione europea residenti in Italia e che intendano esercitare il diritto di voto alle elezioni del Parlamento europeo.

In base a tale precedente, appare evidente che l’elenco degli elettori, realizzato con le nuove modalità, rimane comunque un elenco pubblico, finalizzato al voto, gestito da una pubblica amministrazione e legato comunque alla iscrizione AIRE, che ne costituisce il fondamento. Per queste ragioni, ci sembra indiscutibile il diritto dei rappresentanti di lista di ottenere i dati anagrafici e i rispettivi indirizzi postali per svolgere in modo fisiologico la campagna elettorale.

Altro discorso, invece, per le email e i numeri di telefono. In occasione delle elezioni 2013 il garante aveva comunque stabilito che la condizione dell’assenso, ai soli fini elettorali, potesse essere superata. Aveva però stabilito una data entro la quale tale deroga poteva applicarsi. Essendo decorsa tale scadenza, pare evidente che su questa materia debba pronunciarsi nuovamente il garante.

Per quanto mi riguarda, ben venga questo parere, ma si faccia in fretta! Stupisce, semmai, che per elezioni programmate da tempo, poi rinviate, e ormai prossime, non lo si sia acquisito per tempo. Del resto, la richiesta di questi elenchi, non rappresenta un fatto eccezionale ma la norma di una qualsiasi campagna elettorale. Davanti a questo ritardo ci verrebbe da pensare, ancora una volta, alla mancanza di attenzione nei confronti delle nostre collettività. Rispettarle significa in concreto metterle nella condizione di poter svolgere la loro vita comunitaria in tutte le sue manifestazioni, soprattutto quando si ha a che fare con la sfera dei diritti, in questo caso dei diritti politici.

D’altro canto, siamo di fronte ad un momento di fatica della partecipazione democratica e aggravare le difficoltà burocratizzando eccessivamente alcuni passaggi significa non aiutare le nostre comunità.

Ritengo, quindi, che anche per le elezioni dei Comitati degli Italiani all’Esteri, trattandosi di organismi elettivi, possa essere valido quanto stabilito dal provvedimento sopracitato. In ogni caso, si faccia in fretta, nel rispetto dei tempi reali di una campagna elettorale che dovrà svolgersi necessariamente in poche settimane.

On. Marco Fedi

Consiglio Nazionale: sì a naturalizzazione agevolata stranieri terza generazione

I giovani stranieri di terza generazione, ossia quelli nati e cresciuti in Svizzera, devono poter beneficiare di una procedura agevolata di naturalizzazione. Con 122 voti contro 58 e 4 astensioni, il Consiglio nazionale ha accolto un progetto in questo senso nato da un’iniziativa parlamentare depositata nel 2008 dalla consigliera nazionale Ada Marra (PS/VD). Il testo passa agli Stati. Al popolo spetterà l’ultima parola.
Il progetto di legge prevede una regolamentazione uniforme su scala nazionale in materia di naturalizzazione per gli stranieri della terza generazione. L’ottenimento della nazionalità elvetica ne risulterebbe certamente facilitato, ma non automatico, in quanto l’interessato (o i suoi genitori) dovrebbe farne esplicita richiesta. Si tratta di una differenza sostanziale rispetto ad un progetto analogo respinto in votazione nel 2004 dal 51,6% degli svizzeri.
Per poter beneficiare della naturalizzazione agevolata i giovani candidati al passaporto rossocrociato dovranno essere integrati e titolari di un permesso di dimora o di domicilio. Inoltre, anche i loro genitori e i loro nonni dovranno avere legami stretti con il nostro Paese.
“I nipotini degli immigrati non sono più degli stranieri. Non parlano più, o male, la lingua dei loro nonni e i legami con il paese di origine sono simbolici”, ha affermato, a nome della commissione, Andy Tschümperlin (PS/SZ).
Non dobbiamo compromettere la nazionalità elvetica, ha ribattuto Hans Fehr (UDC/ZH), ha qualcosa di unico al mondo e fornisce molte libertà e diritti. A suo avviso il progetto mira soltanto a far calare massicciamente il tasso di stranieri in Svizzera.