Attenzione!!! Elezioni Comites: manca soltanto 1 mese per iscriversi nell’albo degli elettori

Ultimo mese disponibile per iscriversi nell’elenco degli elettori. Scade il 18 marzo il termine per inviare al Consolato di appartenenza il modulo con cui si conferma la volontà di partecipare alle elezioni dei Comites del 17 aprile.

Quest’anno, per la prima volta, ad un’elezione all’estero si applica la cosiddetta inversione dell’opzione: se vuoi votare, ti devi iscrivere nell’elenco degli elettori.
Il modulo per l’iscrizione è disponibile su tutti i siti dei Consolati e delle Cancellerie consolari in cui si tengono le elezioni, sui siti dei Comites, delle associazioni e sui giornali italiani all’estero.
Solo a chi si iscrive entro il 18 marzo il Consolato invierà il plico elettorale entro il ventesimo giorno antecedente la data del voto (28 marzo). (aise)

Presentazione del libro di Eugenio Marino “Andarsene sognando” al museo dell’emigrazione

http://youtu.be/x2xLeUatvnI

Il Consiglio Federale svizzero punta sui contingenti e priorità per i lavoratori indigeni

Contingentamento dell’immigrazione, priorità ai lavoratori indigeni e maggior sfruttamento del potenziale della forza lavoro locale: sono tre dei principali elementi previsti nel progetto di legge presentato mercoledì dal governo svizzero per attuare l’iniziativa popolare «contro l’immigrazione di massa».
Conciliare le esigenze dell’iniziativa approvata un anno fa dal popolo elvetico e gli obblighi europei della Svizzera è «difficile ma non impossibile», ha sottolineato la presidente della Confederazione e ministra di giustizia e polizia Simonetta Sommaruga, presentando il progetto di legge e il mandato per negoziare con l’Unione Europea l’adeguamento dell’accordo di libera circolazione.
Concretamente, il progetto – posto in consultazione sino a fine maggio – riprende le idee già presentate in giugno dal governo: introduzione di contingenti annuali per tutti gli stranieri, applicazione di tetti massimi ai soggiorni a fini lavorativi di più di quattro mesi (tra cui anche i frontalieri), preferenza ai lavoratori già presenti sul territorio, migliore sfruttamento del potenziale della manodopera locale, in particolare donne e lavoratori più anziani.
I contingenti saranno fissati dal governo, sulla base d’indicatori economici, del mondo del lavoro e dei cantoni.
Per poter applicare queste misure senza contravvenire ai trattati sottoscritti con l’UE e continuare nella via bilaterale con Bruxelles, Berna dovrà però rinegoziare l’accordo di libera circolazione, entrato in vigore progressivamente dal 2002.
Un piccolo spiraglio
Finora l’UE ha sempre risposto di non volere entrare in materia, poiché la libera circolazione è uno dei principi fondamentali su cui si regge l’Unione. «Le posizioni sono molto lontane e il margine di manovra è ristretto», ha indicato Sommaruga. Dopo il suo incontro di una settimana fa con il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e il presidente del parlamento europeo Martin Schulz, la ministra di giustizia e polizia intravvede però un barlume di speranza: «Bruxelles ha dato dei segnali d’apertura, dicendosi disposta a trovare una soluzione ai problemi d’immigrazione tra Svizzera e UE».Un piccolo passo, non privo però di significato, ha rilevato la consigliera federale.
Simonetta Sommaruga e i suoi due colleghi di governo presenti alla conferenza stampa – il ministro degli esteri Didier Burkhalter e quello dell’economia Johann Schneider-Ammann – hanno insistito su un punto: «Bisogna procedere passo dopo passo. Abbiamo fino al 2017. Non cercare di trovare una soluzione non è però un’opzione. Nei negoziati con Bruxelles si delineano tre scenari: la Svizzera ottiene ciò che vuole, raggiunge un risultato intermedio, oppure non ottiene nulla».
La Commissione europea ha dal canto suo reagito con riserbo al disegno di legge svizzero. Maja Kocijancic, portavoce della commissione, ha indicato che Bruxelles esaminerà nel dettaglio le proposte per verificare la compatibilità con l’accordo di libera circolazione. Dalla Svizzera, la commissione si aspetta che «rispetti i suoi impegni».
Un duro colpo per l’economia
Per il governo, mettere a repentaglio la via bilaterale con l’UE rappresenterebbe un colpo durissimo per l’economia svizzera. «Perché la via bilaterale è così importante? Perché l’UE è e resterà il nostro principale partner economico. Solo con il Bade-Würtemmberg abbiamo un volume di scambi uguale a quello che abbiamo con gli Stati Uniti. La libera circolazione permette alle nostre aziende di trovare il personale necessario senza troppa burocrazia», ha osservato il ministro dell’economia Schneider-Ammann.
L’iniziativa «contro l’immigrazione di massa», promossa dall’Unione democratica di centro, era stata approvata il 9 febbraio 2014 dal 50,3% dei votanti. Il testo prevede di porre appunto un freno all’immigrazione con cui è confrontato il paese da più di dieci anni. Ogni anno, circa 80’000 persone giungono in Svizzera, la maggior parte provenienti dall’UE. La Svizzera – che non fa parte dell’UE – assorbe il 10% della libera circolazione europea, ha ricordato durante la conferenza stampa il ministro degli esteri Didier Burkhalter.
Il testo dell’iniziativa “contro l’immigrazione di massa” iscrive nella Costituzione federale l’obbligo di porre un freno all’immigrazione, fissando dei tetti massimi e dei contingenti annuali in funzione dei bisogni dell’economia. Sul mercato del lavoro, la preferenza dovrebbe essere inoltre data ai residenti. Secondo il nuovo articolo costituzionale 121a, la Svizzera ha tempo tre anni, dal voto del 9 febbraio 2014, per applicare il testo.
Consiglio Federale: Tetti massimi per stranieri, con un occhio a economia
Nonostante i segnali negativi giunti da Bruxelles, il Consiglio federale non si è lasciato impressionare: intende infatti rinegoziare con l’Ue l’Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) applicando alla lettera l’iniziativa contro l’immigrazione di massa del 9 febbraio 2014, con un occhio di riguardo tuttavia agli interessi generali dell’economia.
Il progetto preliminare inviato in consultazione oggi fino al 28 maggio, ricalca in sostanza quello presentato nel giugno scorso: tetti massimi e contingenti annuali per tutti gli stranieri e priorità al reclutamento della forza lavoro residente.
I tetti massimi verrebbero applicati per i soggiorni con fini lavorativi di più di quattro mesi, ossia ai permessi di dimora e ai permessi di soggiorno di breve durata. Vi dovrebbero sottostare anche i frontalieri, i famigliari, gli immigrati che non lavorano, come anche i rifugiati e le persone ammesse provvisoriamente.
Come in giugno, per i lavoratori notificati (assunzioni d’impiego, indipendenti, distaccati) non dovrebbero essere introdotti limiti: per loro varrà l’obbligo di notifica come ora.
Stando al progetto, spetterà al Consiglio federale fissare i tetti massimi e i contingenti, ha dichiarato la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga, precisando tuttavia che i cantoni potranno dire la loro nella commissione dell’immigrazione, che formulerà raccomandazioni al governo. Quest’ultimo, ha ricordato la ministra di giustizia e polizia, ha rinunciato a definire in anticipo un obiettivo di riduzione rigido per preservare gli interessi generali dell’economia e in linea con quanto chiesto dall’iniziativa.
Il progetto governativo prevede quindi un adeguamento della legge federale degli stranieri e dell’ALC. Questo processo deve essere portato avanti contemporaneamente, ha precisato Sommaruga, facendo anche riferimento ai tempi stretti per l’applicazione del nuovo articolo costituzionale: febbraio 2017.
Negoziati con Ue, una gara ad ostacoli
Sia Simonetta Sommaruga che il consigliere federale Didier Burkhalter – anch’egli presente assieme a Johann Schneider-Ammann – non hanno fatto mistero della corsa ad ostacoli che attende il Governo in merito ai negoziati con Bruxelles per ottenere quella che equivale a una vera e propria ”quadratura del cerchio”. Per innalzare le possibilità di successo, il mandato negoziale con l’Ue è stato formulato in maniera aperta, ha detto Sommaruga. Dopo la doccia fredda dell’estate scorsa, quando l’ex Alto rappresentante della politica estera Ue, Catherine Ashton, aveva risposto picche alle “avances” di Berna, ora sembra aprirsi uno spiraglio.
Nel corso di una recente visita a Bruxelles, la nuova commissione Ue si è detta disposta ad avviare un dialogo con la Confederazione sull’immigrazione. “Si tratta di un piccolo passo, ma non senza significato”, ha sostenuto la consigliera federale bernese, sottolineando almeno la disponibilità dei partner europei al dialogo.Nel suo intervento, il ministro dell’economia Johann Schneider-Ammann ha sottolineato l’enorme importanza dei bilaterali per l’economia elvetica e la necessità di mantenere il più possibile aperto il mercato europeo per le imprese.
Contingenti: Ue non si sbilancia su proposte Berna
Come atteso, la Commissione europea non si è sbilanciata di fronte alla proposte odierne del Consiglio federale relative ai contingenti degli stranieri. Si è limitata a “prendere atto della decisione del governo svizzero”.
Il progetto di legge così come le nuove misure d’accompagnamento per il mercato del lavoro saranno esaminate nel dettaglio per stabilire la compatibilità con la libera circolazione delle persone, ha dichiarato la portavoce della Commissione Maja Kocijancic. Bruxelles si attende che la Svizzera rispetti gli accordi.
Tetti massimi per stranieri: reazioni contrastate
Prime reazioni contrastate in Svizzera al progetto presentato oggi dal Consiglio federale per attuare i dettami costituzionali scaturiti dall’iniziativa popolare “contro l’immigrazione di massa”. Forte scetticismo viene espresso dalle file dell’UDC, il partito promotore dell’iniziativa, ma anche dei Verdi, del PS e del PPD. PLR e USAM sono invece con il governo. Fra le organizzazioni imprenditoriali, Economiesuisse e Swissmem non nascondono la delusione.
“Il Consiglio federale propone un’attuazione timida e tardiva dell’iniziativa del 9 febbraio”, commenta il consigliere nazionale UDC Hans Fehr, denunciando il fatto che il governo non voglia “applicare le misure più efficaci contro l’immigrazione”, ossia rendere più difficile l’accesso alle prestazioni sociali e limitare il raggruppamento famigliare. Fehr avverte: se la volontà del popolo non è applicata in modo più deciso, l’UDC lancerà al più tardi all’inizio del 2016 una nuova iniziativa per mettere fine alla libera circolazione delle persone.
Il PLR sostiene invece la linea del governo: è giusto applicare correttamente il testo costituzionale, ma nel contempo è di centrale importanza mantenere gli accordi bilaterali, a loro volta confermati a più riprese dalvoto popolare. Anche l’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) chiede che si faccia tutto il possibile per garantire la via bilaterale, con un’applicazione flessibile dei contingenti.
Secondo il PPD, mancano cifre concrete sui bisogni di manodopera per settore, come pure elementi per incentivare le imprese ad assumere personale svizzero. A suo avviso il Consiglio federale, che “manca di coraggio”, avrebbe dovuto identificare da tempo i bisogni di ogni settore per poter proporre provvedimenti mirati. Anche il PBD non capisce perché il governo si mostri tanto lento ed esitante.
Maggiore scetticismo ancora tra i Verdi: “La proposta del Consiglio federale è una scatola nera. Oggi non ne sappiamo più di un anno fa”, commenta la copresidente Regula Ritz. Il governo si intestardisce in una via
senza uscita, twitta l’altra copresidente Adèle Thorens. Entrambe chiedono un modello chiaro e compatibile con l’Ue e riforme interne in Svizzera contro la pressione sui salari. Per il Partito socialista, solo una soluzione che non deteriori i rapporti con l’Europa può essere considerata.
Il governo “avrebbe dovuto avviare le necessarie riforme interne molto prima”, lamenta il presidente del PS Christian Levrat, che dice sì ai negoziati, ma vuole che queste riforme siano ora attuate al più presto.
La Federazione delle imprese svizzere Economiesuisse critica il Consiglio federale, che a suo avviso segue una strategia di applicazione “rigida e non conforme ai bisogni del mercato dell’impiego”, inoltrandosi in una “via senza uscita” nei rapporti con l’Unione europea. Swissmem, organizzazione imprenditoriale dell’industria meccanica, elettrotecnica e metallurgica (MEM), ritiene che le proposte del governo non rispettino a sufficienza il mandato costituzionale di tener conto degli interessi dell’economia. Sempre sul fronte padronale, la Società Svizzera degli Impresari-Costruttori (SSIC) ritiene che sia inaccettabile il contingentamento dei permessi di dimora temporanea fino a un anno. Infine Hotelleriesuisse si oppone a un contingentamento delle autorizzazioni di breve durata a partire da un soggiorno di quattro mesi, giudicando che i contingenti non si impongano che a partire da una permanenza di dodici mesi.
Dal canto suo l’Unione svizzera dei contadini auspica che le trafile rimangano semplici per la manodopera poco qualificata che soggiorna meno di un anno in Svizzera e che i settori con salari bassi non siano svantaggiati nella ripartizione dei contingenti. Per il sindacato Travail.Suisse, è cruciale che la via bilaterale con l’Ue sia mantenuta e che l’attuazione dell’iniziativa non si faccia sulle spalle dei salariati. L’Unione sindacale svizzera vuole che si rafforzino le misure di accompagnamento, perché – afferma – il sistema dei contingenti incoraggerà il lavoro nero e il dumping salariale.

“Andarsene sognando”. L’emigrazione nella canzone italiana

 Il saggio “Andarsene sognando. L’emigrazione nella canzone italiana” di Eugenio Marino, edito da Cosmo Iannone sarà presentato dall’autore in cinque città della Confederazione elvetica dal 13 al 15 febbraio 2015.

L’autore incontrerà le comunità italiane di Losanna, Zurigo, Basilea, Bienne e San Gallo ed avrà modo di dialogare con professori universitari, politici italo-svizzeri, rappresentanti istituzionali italiani residenti nella terra di Guglielmo Tell. Alle iniziative pubbliche sono previste le partecipazioni del sottosegretario con delega all’emigrazione italiana Mario Giro, del responsabile dell’istituto di cultura di Zurigo Andrea Giagnoli, del vicesindaco di Losanna Oscar Tosatto, del Console d’Italia Francesco Barbaro, dell’onorevole Corrado Pardini, dei presidenti dei Comites Grazia Tredanari e Paolo Da Costa, dei professori Antonio Sutera e Rolando Ferrarese, della giornalista nonché presidente del PD Svizzera Maria Bernasconi e dei dirigenti del Partito democratico Svizzera, Armando Bee, Carlo Alberto Di Bisceglia, Nella Sempio, Luciano Claudio e Michele Schiavone.
Il tour a cui si sottoporrà l’autore prevede anche la partecipazione del musicista e frontman del gruppo “Il parto delle nuvole pesanti”, Salvatore De Siena.
A differenza dell’ormai e diffuso modo di presentare l’opera nei cenacoli o caffè letterari, Marino avrà modo si seguire un itinerario che richiama alla mente più i parchi letterari.
Questo viaggio di Eugenio Marino nella terra degli Elvezi è significativo perché avviene alla vigilia del 50° anniversario della tragedia di Mattmark. Esso darà lo spunto ad una riflessione approfondita sul fenomeno dell’emigrazione italiana di ieri, di oggi e probabilmente del futuro.
Un fenomeno antico che si intreccia con lo spostamento di cittadini, di lavoratrici e lavoratori, che vanno ad alimentare, facendole progredire, le culture di nuovo insediamento. Interessante è, da questo punto di vista, la ricerca storiografica della canzone, a cui la nostra letteratura non aveva ancora pensato. L’autore, con maestria e approfondita ricerca, è riuscito a far emergere quel pathos o tratto caratteristico gioviale di un popolo, quello italiano, che anche nei momenti più difficili e tristi riesce a esprimersi col sorriso sulle labbra e con i ritornelli musicali, ovvero attraverso lo stereotipo positivo della pizza e del mandolino, usati come un mantra per sfatare le avversità del destino. (aise)

Il Pd al 1. Congresso dei cittadini immigrati in Svizzera

BERNA\ aise\ – Il Partito Democratico in Svizzera ha partecipato con una nutrita delegazione al 1° Congresso sulle migrazioni in Svizzera promosso a Berna il 7 febbraio scorso dal sindacato Unia, dall’organizzazione dei Secondas e dalla Federazione delle Colonie libere italiane.

L’invito alla partecipazione attiva, ricevuto dagli organizzatori, ha permesso al Partito Democratico di interloquire sia durante i lavori assembleari sia nei tavoli preparatori al dibattito in assemblea, portando dei contributi alle risoluzioni ed alla bozza del manifesto approvato dai partecipanti.
La partecipazione del più grande partito italiano in Svizzera alle assisi congressuali, come si legge in una nota, “vuole testimoniare una vicinanza alle grandi associazioni e movimenti impegnati nella lotta contro il razzismo, la xenofobia per la salvaguardia e la tutela dei cittadini migranti. Le normative federali relative a questi temi, purtroppo, hanno visto sgretolare l’evoluzione costruita in lunghi anni di duro lavoro dalle precedenti generazioni. Esse hanno subito una battuta d’arresto dopo l’esito dell’iniziativa popolare del 9 febbraio 2014, che ha rimesso in discussione non solo la libera circolazione dei cittadini, ma anche la quintessenza dei diritti fondamentali dei cittadini stranieri presenti sul territorio elvetico”.
“Gli organizzatori”, prosegue la nota, “hanno voluto imprimere una svolta decisiva ed incontrovertibile alla tendenza deteriore che sta delineandosi nell’opinione pubblica svizzera in materia di ospitalità e di diritti dei cittadini immigrati. Il rischio che le proposte populiste riescano ad attecchire, in prospettiva delle elezioni legislative calendarizzate per ottobre di quest’anno, è più che un allarme premonitore, anche perché in seguito all’apprezzamento del franco svizzero nei confronti dell’euro incomincia a manifestarsi nel paese una crisi recessiva, che potrebbe far riemergere rigurgiti repulsivi come quelli degli anni ’70 e ’80 del secolo scorso”.
Al termine dei lavori i partecipanti hanno approvato un documento nel quale spiegano di aver individuato “una serie di risoluzioni per difendere i diritti fondamentali delle migranti e dei migranti” e di aver “rivendicato la prosecuzione della libera circolazione delle persone con l’UE, rifiutando con determinazione l’introduzione di contingenti di migranti discriminatori e di un nuovo statuto dello stagionale: tutti i migranti e le migranti che vivono in Svizzera devono avere le stesse possibilità sul mercato del lavoro e godere del diritto al ricongiungimento familiare”.
Nel documento si esprime anche solidarietà con i sans-papiers e i profughi. “Il Congresso ha rivendicato inoltre la regolarizzazione di tutti i sans-papiers che vivono in Svizzera, l’aumento dei permessi per la manodopera proveniente da Stati terzi e il divieto di espellere le persone che sono nate in Svizzera e qui hanno il loro centro degli interessi vitali. Hanno inoltre espresso il loro appoggio alla richiesta di accogliere nel breve periodo 100’000 profughi siriani”.
Infine, conclude il documento, i partecipanti hanno discusso un Manifesto per la futura cooperazione, “che fungerà da base per il futuro lavoro comune. Un gruppo di coordinamento è stato incaricato di formulare una proposta per organizzare le strutture future e le azioni da promuovere”. (aise)

Rinvio elezioni e proroga termini di presentazione domanda di iscrizione in elenco elettorale

Si informa che nella Gazzetta Ufficiale n. 268 del 18 novembre 2014 è stato pubblicato il decreto-legge 1 novembre 2014, n. 168 che dispone il rinvio al 17 aprile 2015 delle elezioni per il rinnovo dei Comites, già indette per il 19 dicembre 2014, e la proroga al 18 marzo 2015 del termine utile per fare pervenire agli Uffici consolari la richiesta di iscrizione all’elenco elettorale per l’esercizio del diritto di voto per le elezioni dei Comites.

Il rinvio tiene conto dell’esigenza di garantire la più ampia partecipazione alle votazioni da parte dei cittadini italiani all’estero e di accordare un termine più ampio per esprimere la volontà di partecipare al voto secondo la disciplina recentemente introdotta.

Si attira l’attenzione sul fatto che il citato decreto-legge 168/2014, benché avente forza di legge dalla sua pubblicazione, è soggetto a conversione parlamentare e quindi potrà, in tale sede, essere modificato.

In occasione delle prossime elezioni per il rinnovo dei Com.It.Es. il diritto di voto verrà esercitato per corrispondenza con invio del plico elettorale ai SOLI elettori, in possesso dei requisiti di legge, che facciano espressa richiesta all’Ufficio consolare di riferimento di iscrizione nell’elenco elettorale. Le richieste dovranno pervenire agli Uffici consolari entro il 18 marzo 2015. Sono fatte salve le richieste iscrizione nell’elenco elettorale già presentate.

Le domande di iscrizione nell’elenco elettorale per l’ammissione al voto per l’elezione dei Com.It.Es. firmate dal richiedente, possono essere presentate personalmente all’Ufficio consolare di riferimento oppure inviate al medesimo ufficio per posta, fax, posta elettronica o posta elettronica certificata allegando copia non autenticata del documento di identità del richiedente, comprensiva della firma d titolare.

Scomparsa del professore Luigi Zanolli

Con inaudito dolore diamo la triste notizia della scomparsa del professore Luigi Zanolli, nostro dirigente nazionale e padre costituente del Partito democratico in Svizzera. Luigi è stato protagonista, per anni, diventando un punto di riferimento per diverse generazioni di italiani residenti in Svizzera, che ha rappresentato con brillanti risultati nel mondo associativo, politico e nelle istituzioni. Per noi è stato un grande onore, aver potuto contare sulla sua amicizia e sulla sua lealtà, condividendo un tratto comune della vita al servizio di idee ed obiettivi, alla cui realizzazione Luigi ha dedicato se stesso.

Siamo testimoni di un insegnamento straordinario, che Luigi Zanolli ci ha trasmesso e che ci lascia in eredità, ricordando la sua saggezza, il suo sapere e soprattutto il suo semplice approccio nel dipanare difficoltà e questioni problematiche. La sua lezione magistrale, nel tempo che ci è dato di vivere, è stato il suo esempio di vita e anche il suo inconfondibile umore.

Il professore Luigi Zanolli in questo momento di profonda tristezza mancherà tantissimo alla Sua famiglia, agli amici, al Partito democratico nazionale svizzero ed in particolare alla grande famiglia dei riformisti ticinesi.

In segno di riconoscenza e di lutto i nostri circoli esporranno le proprie bandiere a mezz’asta ed invitano i propri iscritti a ricordare con profonda gratitudine e riconoscenza la straordinaria figura di Luigi Zanolli.

Michele Schiavone
Maria Bernasconi

Rinnovo Comites – Presentate 13 liste elettorali

In ogni circoscrizione elettorale svizzera (Basilea-Berna-Ginevra – Losanna-San Gallo- Ticino-Zurigo), grazie all’iniziativa determinante di numerosi protagonisti dei Comites in scadenza alla fine dell’anno e di tanti dirigenti impegnati attivamente nella vita associativa, culturale, sociale e politica, è stato possibile presentare complessivamente tredici liste elettorali plurali, dando spazio alle rappresentanze associative e democratiche presenti sul territorio. Si tratta di organizzazioni i cui riferimenti ideali perseguono la piena integrazione della nostra Comunità nel complesso e variegato mondo elvetico e contestualmente continuano a mantenere un vivo rapporto con l’Italia”.

Così scrive oggi Michele Schiavone, segretario Pd Svizzera e consigliere Cgie, secondo cui “tuttavia, il rinnovo dei Comitati degli italiani all’estero, oggi, viene percepito come l’ultima occasione per tenere saldi i legami tra le istituzioni rappresentative, le tante esperienze italiane maturate e disponibili nella terra di Guglielmo Tell e il retaggio reciproco con la Penisola: un filo ancora teso tra la testimonianza e l’avvenire, tra il crepuscolo e il nuovo giorno, nel quale, come scriveva Rocco Scotellaro “siamo entrati anche noi, con i nostri panni, le scarpe e le nostre facce””.

“Tirar la corda oltre i limiti della sopportazione come succede da anni, invece, – specifica – rischia di rompere inesorabilmente quel residuo di fiducia presente nello spirito di chi continua a sperare al tempo di bonaccia, dopo l’attuale devastante austerità, che ci costringe a tenere a galla il veliero degli italiani all’estero. E proprio nel rinnovo dei Comites – spiega Schiavone – in molti ci stanno mettendo la faccia, per evitare quegli esiti volutamente negativi da far valere alla prima occasione per sanzionare il nuovo fermento del rinnovamento”.
“Nel pieno della tempesta che si è abbattuta sugli italiani all’estero, – secondo il segretario Pd Svizzera – è interessante osservare il lavoro dei tanti volontari, l’acume profuso nonostante i limiti umani ed organizzativi per praticare quella politica dell’ascolto, di cui spesso si parla e difficilmente si riesce a mettere in pratica. In questa occasione si sono distinte le intraprendenze delle associazioni nel motivare e responsabilizzare in pochissimo tempo gran parte della comunità, apatica e distratta dai mutamenti sociali e culturali determinatosi in questo periodo difficile di congiuntura economica”.
“La scelta di impegnarsi nella formazione di liste elettorali plurali, specchio delle diverse presenze territoriali – prosegue – è risultata efficace, perché la risposta venuta dal territorio è stata straordinaria ed ha permesso di superare l’insufficiente informazione e le ristrettezze temporanee ed organizzative a cui era sottoposta la raccolta delle firme.
Non si è visto mai – continua – in nessun Paese sviluppato, se non in situazioni di profonda emergenza istituzionale, organizzare elezioni di qualsiasi tipo nel giro di poche settimane, senza un elenco elettorale e senza la mancanza di informazioni che rappresentano le condizioni essenziali per garantire pari opportunità di partenza”.
“L’alta assunzione di responsabilità del mondo associativo, dei volontari e delle organizzazioni sociali – per Schiavone – ha supplito alle inadempienze organizzative ma ha permesso di rimette in sintonia quel tessuto organizzativo, che tanto ha contribuito sia all’affermazione dei diritti della nostra Comunità in questo Paese, sia al riconoscimento degli organismi di rappresenta intermedi (Comites e Cgie) e parlamentari. Occorre ripartire dall’assunto: Non c’è rappresentanza senza partecipazione”.
“Ora – sintetizza – spetta a tutti noi, non solo in Svizzera ma anche altrove, non vanificare questo bel risultato, continuando a dialogare e a creare le condizioni necessarie affinché da questo ritrovato dialogo tra donne e uomini, giovani ed anziani, gruppi sociali, mondo accademico e delle imprese, dell’arte e dello sport, e la miriade di associazioni, possa rigenerarsi quel tessuto unitario e partecipativo indispensabile per rilanciare con maggiore forza e con nuove prospettive la presenza italiana in Svizzera”.
“Solo così – per Schiavone – la rappresentanza sarà messa in condizione di dare un contributo imprescindibile al rilancio della nostra storia e di ritagliarsi un ruolo da protagonista dentro i processi di innovazione e rinnovamento dettati dalle esigenze del presente. Il rinnovo dei Comites va colto come la premessa per costruire un futuro di opportunità e di partecipazione attiva alle scelte che riguardano la nostra comunità in Svizzera. Quanto più forti e rappresentativi saranno i nostri Comites e il CGIE, tanto più riconosciuta e rispettata sarà la nostra Comunità”.
“La partita, però, – ammonisce – non è ancora terminata. Siamo appena a metà della gara. Le varie liste sono chiamate a pensare oltre alla rappresentanza territoriale, anche al modo di porsi su scala nazionale verso il nostro Paese e le istituzioni locali per sciogliere i nodi dell’integrazione nelle sue più varie accezioni. In questi giorni che ci separano dal voto – – aggiunge – è necessario coinvolgere i cittadini italiani nel processo amministrativo di iscrizione alle liste delle anagrafi, che terminerà il 19 novembre 2014. Successivamente sarà la volta del voto e delle scelte”.
“Perciò, – chiosa Schiavone – saranno necessarie serate informative per far conoscere al meglio i compiti dei Comites ed i candidati, che si sono messi a disposizione per rinnovare la rappresentanza e per dare alla nostra Comunità nuove prospettive e facilitarne il futuro”.

ELEZIONI COMITES – APPELLO URGENTE!

Mancano ancora 24 ore per sottoscrivere le liste elettorali delle associazioni e delle organizzazioni socio-culturali italiane in Svizzera orientate verso il centrosinistra. Le liste dei candidati sono indispensabili per rinnovare i Com.It.Es.delle aree geografiche di Basilea, Berna, Ginevra, Losanna, San Gallo,Ticino e Zurigo.

Il mancato raggiungimento del numero indispensabile di 200 firme preclude la presentazione delle stesse e quindi lesclusione dalla competizione elettorale.

Si tratta di una corsa contro il tempo nellambito di una normativa molto discutibile.

Si chiede ai Circoli del Partito democratico in Svizzera, di Basilea, Berna, Ginevra, Losanna eTicino, di promuovere assieme alle associazioni una mobilitazione straordinaria finalizzata al sostegno di queste liste, per raggiungere lefirme necessarie alla partecipazione delle elezioni per  eleggere i nuovi Com.It.Es.

I Consolati italiani rimarranno aperti fino a domenica mattina 19 ottobre2014. Tutti assieme facciamo ancora uno sforzo per

allargare la rappresentanza ed il pluralismo delle scelte.

Michele Schiavone e Maria Bernasconi

In ricordo di LINO CAPUANO

Il partito democratico in Svizzera ricorda con profonda tristezza Lino Capuano venuto a mancare agli affetti famigliari e all’intera comunità italiana.

Lino Capuano ha rappresentato una figura di grande spessore umano, altruista e semplice, incline al dialogo e alla ricerca armoniosa dei rapporti umani nella comunità italiana dello zurighese. Il suo spiccato senso dell’amicizia rappresenta l’eredità, che lascia in dono a chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e di condividere il suo impegno civile e sociale.

Con mestizia siamo vicini alla moglie Maria, alla famiglia intera residente in Svizzera e a Morano Calabro.

Lino Capuano è stato tra i protagonisti di primo piano nella costituzione del Partito democratico in Svizzera rivestendo la carica di portavoce. In suo onore e con animo sommesso, in questi giorni di dolore, tutti i circoli del Partito Democratico in Svizzera ammainano le proprie bandiere e si stringono assieme alla famiglia. In questo tortuoso cammino della vita, lungo il quale le nostre strade si sono incontrate per seminare il germe del bene comune, vorremmo pensare che quella stessa terra, che ti accoglierà, caro Lino, ti sia clemente e possa leggermente custodire le tue spoglie umane.