Rinnovo Comites – Presentate 13 liste elettorali

In ogni circoscrizione elettorale svizzera (Basilea-Berna-Ginevra – Losanna-San Gallo- Ticino-Zurigo), grazie all’iniziativa determinante di numerosi protagonisti dei Comites in scadenza alla fine dell’anno e di tanti dirigenti impegnati attivamente nella vita associativa, culturale, sociale e politica, è stato possibile presentare complessivamente tredici liste elettorali plurali, dando spazio alle rappresentanze associative e democratiche presenti sul territorio. Si tratta di organizzazioni i cui riferimenti ideali perseguono la piena integrazione della nostra Comunità nel complesso e variegato mondo elvetico e contestualmente continuano a mantenere un vivo rapporto con l’Italia”.

Così scrive oggi Michele Schiavone, segretario Pd Svizzera e consigliere Cgie, secondo cui “tuttavia, il rinnovo dei Comitati degli italiani all’estero, oggi, viene percepito come l’ultima occasione per tenere saldi i legami tra le istituzioni rappresentative, le tante esperienze italiane maturate e disponibili nella terra di Guglielmo Tell e il retaggio reciproco con la Penisola: un filo ancora teso tra la testimonianza e l’avvenire, tra il crepuscolo e il nuovo giorno, nel quale, come scriveva Rocco Scotellaro “siamo entrati anche noi, con i nostri panni, le scarpe e le nostre facce””.

“Tirar la corda oltre i limiti della sopportazione come succede da anni, invece, – specifica – rischia di rompere inesorabilmente quel residuo di fiducia presente nello spirito di chi continua a sperare al tempo di bonaccia, dopo l’attuale devastante austerità, che ci costringe a tenere a galla il veliero degli italiani all’estero. E proprio nel rinnovo dei Comites – spiega Schiavone – in molti ci stanno mettendo la faccia, per evitare quegli esiti volutamente negativi da far valere alla prima occasione per sanzionare il nuovo fermento del rinnovamento”.
“Nel pieno della tempesta che si è abbattuta sugli italiani all’estero, – secondo il segretario Pd Svizzera – è interessante osservare il lavoro dei tanti volontari, l’acume profuso nonostante i limiti umani ed organizzativi per praticare quella politica dell’ascolto, di cui spesso si parla e difficilmente si riesce a mettere in pratica. In questa occasione si sono distinte le intraprendenze delle associazioni nel motivare e responsabilizzare in pochissimo tempo gran parte della comunità, apatica e distratta dai mutamenti sociali e culturali determinatosi in questo periodo difficile di congiuntura economica”.
“La scelta di impegnarsi nella formazione di liste elettorali plurali, specchio delle diverse presenze territoriali – prosegue – è risultata efficace, perché la risposta venuta dal territorio è stata straordinaria ed ha permesso di superare l’insufficiente informazione e le ristrettezze temporanee ed organizzative a cui era sottoposta la raccolta delle firme.
Non si è visto mai – continua – in nessun Paese sviluppato, se non in situazioni di profonda emergenza istituzionale, organizzare elezioni di qualsiasi tipo nel giro di poche settimane, senza un elenco elettorale e senza la mancanza di informazioni che rappresentano le condizioni essenziali per garantire pari opportunità di partenza”.
“L’alta assunzione di responsabilità del mondo associativo, dei volontari e delle organizzazioni sociali – per Schiavone – ha supplito alle inadempienze organizzative ma ha permesso di rimette in sintonia quel tessuto organizzativo, che tanto ha contribuito sia all’affermazione dei diritti della nostra Comunità in questo Paese, sia al riconoscimento degli organismi di rappresenta intermedi (Comites e Cgie) e parlamentari. Occorre ripartire dall’assunto: Non c’è rappresentanza senza partecipazione”.
“Ora – sintetizza – spetta a tutti noi, non solo in Svizzera ma anche altrove, non vanificare questo bel risultato, continuando a dialogare e a creare le condizioni necessarie affinché da questo ritrovato dialogo tra donne e uomini, giovani ed anziani, gruppi sociali, mondo accademico e delle imprese, dell’arte e dello sport, e la miriade di associazioni, possa rigenerarsi quel tessuto unitario e partecipativo indispensabile per rilanciare con maggiore forza e con nuove prospettive la presenza italiana in Svizzera”.
“Solo così – per Schiavone – la rappresentanza sarà messa in condizione di dare un contributo imprescindibile al rilancio della nostra storia e di ritagliarsi un ruolo da protagonista dentro i processi di innovazione e rinnovamento dettati dalle esigenze del presente. Il rinnovo dei Comites va colto come la premessa per costruire un futuro di opportunità e di partecipazione attiva alle scelte che riguardano la nostra comunità in Svizzera. Quanto più forti e rappresentativi saranno i nostri Comites e il CGIE, tanto più riconosciuta e rispettata sarà la nostra Comunità”.
“La partita, però, – ammonisce – non è ancora terminata. Siamo appena a metà della gara. Le varie liste sono chiamate a pensare oltre alla rappresentanza territoriale, anche al modo di porsi su scala nazionale verso il nostro Paese e le istituzioni locali per sciogliere i nodi dell’integrazione nelle sue più varie accezioni. In questi giorni che ci separano dal voto – – aggiunge – è necessario coinvolgere i cittadini italiani nel processo amministrativo di iscrizione alle liste delle anagrafi, che terminerà il 19 novembre 2014. Successivamente sarà la volta del voto e delle scelte”.
“Perciò, – chiosa Schiavone – saranno necessarie serate informative per far conoscere al meglio i compiti dei Comites ed i candidati, che si sono messi a disposizione per rinnovare la rappresentanza e per dare alla nostra Comunità nuove prospettive e facilitarne il futuro”.

ELEZIONI COMITES – APPELLO URGENTE!

Mancano ancora 24 ore per sottoscrivere le liste elettorali delle associazioni e delle organizzazioni socio-culturali italiane in Svizzera orientate verso il centrosinistra. Le liste dei candidati sono indispensabili per rinnovare i Com.It.Es.delle aree geografiche di Basilea, Berna, Ginevra, Losanna, San Gallo,Ticino e Zurigo.

Il mancato raggiungimento del numero indispensabile di 200 firme preclude la presentazione delle stesse e quindi lesclusione dalla competizione elettorale.

Si tratta di una corsa contro il tempo nellambito di una normativa molto discutibile.

Si chiede ai Circoli del Partito democratico in Svizzera, di Basilea, Berna, Ginevra, Losanna eTicino, di promuovere assieme alle associazioni una mobilitazione straordinaria finalizzata al sostegno di queste liste, per raggiungere lefirme necessarie alla partecipazione delle elezioni per  eleggere i nuovi Com.It.Es.

I Consolati italiani rimarranno aperti fino a domenica mattina 19 ottobre2014. Tutti assieme facciamo ancora uno sforzo per

allargare la rappresentanza ed il pluralismo delle scelte.

Michele Schiavone e Maria Bernasconi

In ricordo di LINO CAPUANO

Il partito democratico in Svizzera ricorda con profonda tristezza Lino Capuano venuto a mancare agli affetti famigliari e all’intera comunità italiana.

Lino Capuano ha rappresentato una figura di grande spessore umano, altruista e semplice, incline al dialogo e alla ricerca armoniosa dei rapporti umani nella comunità italiana dello zurighese. Il suo spiccato senso dell’amicizia rappresenta l’eredità, che lascia in dono a chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e di condividere il suo impegno civile e sociale.

Con mestizia siamo vicini alla moglie Maria, alla famiglia intera residente in Svizzera e a Morano Calabro.

Lino Capuano è stato tra i protagonisti di primo piano nella costituzione del Partito democratico in Svizzera rivestendo la carica di portavoce. In suo onore e con animo sommesso, in questi giorni di dolore, tutti i circoli del Partito Democratico in Svizzera ammainano le proprie bandiere e si stringono assieme alla famiglia. In questo tortuoso cammino della vita, lungo il quale le nostre strade si sono incontrate per seminare il germe del bene comune, vorremmo pensare che quella stessa terra, che ti accoglierà, caro Lino, ti sia clemente e possa leggermente custodire le tue spoglie umane.

NO all’iniziativa Ecopop

 

Rinnovo Comites – Da oggi e fino al 19 presentazione delle liste dei candidati

Da oggi, 9 ottobre, e fino a domenica 19 sarà possibile presentare nei Consolati le liste dei candidati alle prossime elezioni dei Comites.

Secondo quanto previsto dall’articolo 15 della legge 286/2003 e dall’articolo 14 del DPR 395/2003 (il regolamento di attuazione della legge) la lista può essere presentata da uno dei candidati oppure da uno dei sottoscrittori.
Ogni lista dovrà essere munita del proprio contrassegno – cioè il simbolo – e deve essere formata da un numero di candidati almeno pari al numero dei membri del Comitato da eleggere (in base alla consistenza della collettività, i Comites sono composti da 18 o 12 consiglieri).
Per ogni candidato va indicato il cognome, il nome, il luogo, la data di nascita e il numero progressivo assegnato dal presentatore della lista.
Alla lista dei candidati vanno allegate la dichiarazione di accettazione della candidatura da parte di ciascun candidato, firmata e autenticata e la designazione di un rappresentante effettivo e di uno supplente per il Comitato Elettorale Circoscrizionale.
Le liste devono essere sottoscritte da almeno 200 connazionali nelle collettività composte da più di 50mila italiani e da almeno 100 in quelle composte da meno di 50mila italiani.
Gli elettori sottoscrittori delle liste devono risultare iscritti nell’elenco AIRE aggiornato al 31 dicembre 2013: i sottoscrittori non possono essere candidati e non possono sottoscrivere più di una lista pena la nullità della sottoscrizione.
Si può essere sottoscrittori anche se no ci si è iscritti nell’elenco consolare per votare.
Per ogni sottoscrittore va indicato il cognome, il nome, il luogo e la data di nascita. La firma va autenticata.
Sui siti istituzionali di ogni Consolato o cancelleria consolare sono scaricabili tutti i modelli per presentare le domande.

Rinnovo Comites: Rimboccarsi le maniche!

Il prossimo 19 dicembre in tutto il mondo si rinnoveranno (con ben cinque anni di ritardo!) i Comitati degli italiani all’estero(Comites), cioè quegli organismi che rappresentano le comunità italiane a livello di Circoscrizione consolare. Purtroppo queste elezioni si tengono in “zona Cesarini”, come si direbbe in gergo sportivo, poiché l’ultimo rinvio per il rinnovo di questi organismi rappresentativi delle comunità italiane all’estero aveva, appunto, fissato la scadenza del 31 dicembre 2014. I tempi per
l’organizzazione di queste elezioni sono quindi strettissimi poiché alla scadenza del 19 dicembre mancano ormai poco più di due mesi ed oltretutto il Ministero degli Affari Esteri per far partire del tutto la sua macchina organizzativa ha dovuto attendere l’approvazione definitiva del decreto legge che regolerà queste elezioni.

Ed é un bel guaio per la funzionalità della rete del MAE anche perché coloro che desiderano votare per rinnovare i Comites, con la nuova normativa, devono preiscriversi nell’Albo elettorale dell’Ufficio consolare italiano di riferimento entro trenta giorni dalla data delle elezioni, quindi entro il 19 novembre. Dopo di che il plico elettorale per esprimere il voto per corrispondenza -contrariamente al passato – verrà inviato solo ai cittadini italiani che avranno provveduto ad iscriversi nel citato Albo elettorale.

Morale, continuo a pensare che avevo ragione a denunciare la ristrettezza eccessiva del tempo a disposizione per l’organizzazione i queste elezioni entro la scadenza del prossimo 31 dicembre. Elezioni che, peraltro, cadranno proprio nell’ultimo fine settimana (19 dicembre) che precede la festività di Natale. Ovvero un periodo di tempo in cui, notoriamente, tutte le persone e le famiglie – ,anche in emigrazione – hanno altro a cui pensare come, per esempio, ai regali, all’albero di Natale, al presepio, al pranzo natalizio) o mettersi in viaggio per trascorre le feste natalizie e di fine anno con i parenti in Italia.

Ma ormai la data, sia pure infelice, è stata fissata perché, ci è stato riferito, che non era possibile spostare le elezioni dei Comites alla prossima primavera in quanto non ci sarebbe stata alcuna garanzia di un loro finanziamento nel bilancio dello Stato del 2015, data la situazione economica e finanziaria che sta vivendo l’Italia. Con il rischio che probabilmente non si sarebbe votato neppure nel 2015. Finanziamento che, invece, il ministro degli Affari Esteri Federica Mogherini ed il Sottosegretario Mario Giro, sollecitati dallo stesso CGIE, sono riusciti a trovare in questo esercizio finanziario per mantener fede all’impegno di far tenere queste elezioni entro il 2014, dopo ben tre rinvii, nonostante le manovre di risparmio messe in atto in questi ultimi mesi dal governo di Matteo Renzi.

Quindi nel variegato mondo dell’emigrazione italiana ci si deve rimboccare le maniche, nonostante tutti i problemi ricordati, affinché le elezioni abbiano il necessario successo di partecipazione al voto. Soprattutto da parte dell’associazionismo (la UIM è già operativa a livello informativo e nel sollecitare le preiscrizioni) e di quanti altri vi operano attivamente come gli stessi patronati che quotidianamente sono in contatto con gli emigrati anche se questo infastidisce notoriamente qualche parlamentare eletto all’estero che da anni combatte una stantia e personale battaglia contro i sindacati ed i patronati.

Comunque il pensiero che l’Italia e gli italiani riescono a fare le cose migliori proprio quando sono messi alle strette e si trovano con l’acqua alla gola come in questa circostanza mi rende ottimista, tanto da ritenere che, alla fine, la partecipazione al voto sarà quantomeno decorosa. A meno che….. questa non sia la solita eccezione che conferma la regola: incrociamo le dita!

Dino Nardi, Coordinatore UIM Europa e membro Cgie

Elezioni Comites – Il 19 dicembre si vota per 107 Comitati

Saranno 107 i Comites che verranno rinnovati con le elezioni del 19 dicembre prossimo.

Mentre il Senato si appresta a dare il via libera definitivo al decreto 109/2014 – che proroga le missioni internazionali e stabilisce, appunto, le elezioni dei Comites – pubblichiamo di seguito la lista dei 107 Comitati – 15 quelli nuovi – che verranno eletti dai connazionali che si iscriveranno alle liste degli elettori.

EUROPA (49)

BELGIO 5
Bruxelles, Charleroi, Genk, Liegi, Mons

CROAZIA 1
Fiume

DANIMARCA 1
Copenaghen

FRANCIA 7
Chambery, Lilla, Lione, Marsiglia, Metz, Nizza, Parigi

GERMANIA 10
Berlino, Colonia, Dortmund, Francoforte, Friburgo, Hannover, Norimberga, Saarbrucken, Stoccarda, Wolfsburg

GRAN BRETAGNA 3
Londra, Edimburgo, Manchester

GRECIA 1
Atene

IRLANDA 1
Dublino

LUSSEMBURGO 1
Lussemburgo

NORVEGIA 1
Oslo

PAESI BASSI 1
L’Aja

POLONIA 1
Varsavia

PORTOGALLO 1
Lisbona

PRINCIPATO DI MONACO 1
Montecarlo

REPUBBLICA CECA 1
Praga

ROMANIA 1
Bucarest

SAN MARINO 1
San marino

SPAGNA 3
Barcellona, Madrid, Tenerife

SVEZIA 1
Stoccolma

SVIZZERA 7
Basilea, Berna, Ginevra, Losanna, Lugano, San Gallo, Zurigo

 

NORD AMERICA 13

STATI UNITI 9
Boston, Chicago, Detroit, Filadelfia, Houston, Los Angeles, Miami, New York, San Francisco

CANADA 4
Montreal, Ottawa, Toronto, Vancouver

 

SUD E CENTRO AMERICA 29

ARGENTINA 9
Bahia Blanca, Buenos Aires, Cordoba, Lomas De Zamora, La Plata, Mar Del Plata, Mendoza, Moron, Rosario

BOLIVIA 1
La Paz

BRASILE 7
Belo Horizonte, Brasilia, Curitiba, Porto Alegre, Recife, Rio De Janeiro, San Paolo

CILE 1
Santiago

COLOMBIA 1
Bogota

COSTARICA 1
San José

GUATEMALA 1
Città del Guatemala

MESSICO 1
Città del Messico

PANAMA 1
Panama City

PARAGUAY 1
Assunzione

PERÙ 1
Lima

URUGUAY 1
Montevideo

VENEZUELA 3
Caracas, Maracaibo, Puerto Ordaz

 

OCEANIA 6

AUSTRALIA 5
Adelaide, Brisbane, Melbourne, Perth, Sidney

NUOVA ZELANDA 1
Wellington

 

ASIA – AFRICA 10

ALGERIA 1
Algeri

EGITTO 1
Il Cairo

EMIRATI ARABI 1
Dubai

KENYA 1
Nairobi

ISRAELE 1
Tel Aviv

SUD AFRICA 3
Cape Town, Johannesburg, Pretoria

THAILANDIA 1
Bangkok

TUNISIA 1
Tunisi.

(aise)

Missioni internazionali e Comites: respinti tutti gli emendamenti

Nella seduta di questa mattina, l’Aula del Senato ha iniziato la discussione generale sul decreto 109/2014 che proroga le missioni internazionali e prevede le elezioni per il rinnovo dei Comites.

Il dibattito, anche a Palazzo Madama, si è concentrato soprattutto sulla prima parte del decreto. Sui Comites sono intervenuti, in modo molto critico, i senatori Micheloni (Pd) e Di Biagio (Pi).
Alla presenza del sottosegretario alla Difesa Rossi, sono stati quindi respinti tutti gli emendamenti presentati al decreto, ed esaminati gli ordini del giorno.
Nelle prime dichiarazioni di voto, Divina (Lega Nord) ha annunciato l’astensione del suo gruppo. Hanno annunciato voto contrario Petraglia (SEL) e Marton (M5S). Hanno invece dichiarato voto favorevole al provvedimento Maran (SC), Di Biagio (PI) e Compagna (NCD).
Il seguito delle dichiarazioni di voto è rinviato alla prossima settimana. (aise)

FINALMENTE SI VOTA! ALLA FARNESINA I LAVORI DEL CDP – Carozza CGIE

Finalmente si vota. Dopo cinque anni di attesa, gli italiani all’estero rinnoveranno i loro Comites, in carica ormai da dieci anni. “Arriviamo all’ultimo minuto, in condizioni non soddisfacenti, certo, ma al punto in cui siamo niente ci può fermare”, ci dice Elio Carozza, segretario generale del Cgie, a margine dei lavori del Comitato di Presidenza riunito da ieri alla Farnesina.

Un Cdp che ha discusso soprattutto dei Comites, com’era ovvio, perché i tempi sono stretti e tante sono le novità delle prossime elezioni. Un risultato di cui Carozza e il Cdp danno merito “al Ministro Mogherini e al sottosegretario Giro, che ringraziamo per il loro lavoro, ma anche alla determinazione del Cgie”.
Ora “dal Senato ci aspettiamo il via libera al decreto, il più velocemente possibile”. Solo dopo il passaggio parlamentare, “potrà partire l’informazione istituzionale come previsto dal sottosegretario e dal Ministro”.
“Siamo tutti convinti che non sarà semplice”, anticipa Carozza. “Ma certo, soprattutto per le modalità di voto ci sono stati miglioramenti rispetto a quanto previsto all’inizio” e cioè il solo voto elettronico.
Ora, come noto, i connazionali voteranno per corrispondenza, ma il plico elettorale arriverà solo a chi si iscriverà nel registro consolare degli elettori entro il 19 novembre. “È un’ottima soluzione – commenta Carozza – ma se si decideva prima era meglio”.
Certo è, ribadisce più volte il segretario generale, che “il Cgie ha fortemente voluto queste elezioni. Lo dico con chiarezza oggi, così come ho manifestato la mia irritazione al sottosegretario Giro che ieri parlava di “malumori” all’interno del Cgie. Non è così”.
“Il Governo – ricorda Carozza – aveva pensato in aprile di ridurre il numero dei Comites e come Cgie ci siamo opposti, dando un nostro parere negativo, motivandolo. Il Ministro, e di questo le diamo atto, ha raccolto il nostro parere e ha proposto una soluzione diversa, cioè applicare la spending review soprattutto sul Cgie, e noi a questo abbiamo dato un parere positivo”.
Insomma, con la Farnesina c’è stato “un dialogo” che ha dato i suoi frutti “per l’esistenza dei Comites e per il voto per corrispondenza. Sono state anche trovate le risorse e di questo diamo atto a Giro e Mogherini. Ecco perché è stato poco piacevole venire a sapere della soppressione dei Comites laddove erano stati chiusi i consolati”.
Quello che viene contestato al Ministero è l’applicazione alla lettera della legge istitutiva dei Comiati che ne prevede uno (o più d’uno in casi particolare) per ogni circoscrizione consolare.
Ridisegnata la mappa dei Comites – all’inizio 37 quelli chiusi – il Ministro ha chiesto il prescritto parere al Cgie, ma solo due giorni prima il 19 settembre, giorno in cui Mogherini ha autorizzato i consolati ad emanare i decreti che indicono le elezioni.
Un parere che non poteva non essere negativo: “lo abbiamo motivato su tre punti”, ci spiega Carozza. “In primo luogo, abbiamo ricordato che già nel 2004 erano stati eletti Comites dove non c’erano più consolati: quindi, se la consuetudine diventa legge, questo non doveva essere un limite neanche quest’anno. In secondo luogo, abbiamo osservato che avendo il Governo ritirato la proposta di ridimensionamento dei Comites ad aprile, era scontato lasciare lo statu quo. Infine, abbiamo messo in guardia la Farnesina sull’impatto finanziario di questi accorpamenti, soprattutto per i costi vivi, ad esempio i rimborsi di viaggio e vitto per chi dovrà spostarsi anche per lunghe distanze. Insomma, non abbiamo apprezzato questa improvvisazione dell’ultimo munito”.
Anche in questo caso, dopo il parere negativo del Cgie sulla soppressione dei Comites, “la lista è stata rivista e sono stati salvati 10 Comites. Certo, era meglio salvarli tutti, ma questa è stata un’altra occasione in cui il Ministro ci ha ascoltato. Ripeto: se c’è qualcuno che è felice per queste elezioni siamo noi del Cgie, che da 10 anni sosteniamo i Comites, difendendone il ruolo”.
Tra quelli chiusi, quelli “rinominati” e le nuove aperture (14) il numero dei Comitati, secondo Carozza, dovrebbe rimanere pressoché lo stesso.
A questo punto i problemi sono due: “i tempi stretti per informare tutti del dovere di iscriversi come elettori e, in secondo luogo, l’allontanamento della rappresentanza dal territorio”. Cioè, spiega, “se in Europa vengono chiusi 27 Comites, tra Svizzera, Germania e Belgio, ci saranno comunità che non avranno diretti rappresentanti e quindi, magari, neanche andranno a votare”.
“Dobbiamo essere coscienti fin da oggi che la partecipazione non sarà altissima”, riconosce Carozza, che non vuole dare percentuali, ma che ribadisce: “non sarà altissima”.
Tutto, in questo senso, dipenderà dall’informazione: “il Ministro Mogherini invierà 2milioni e 800mila lettere ad altrettanti capofamiglia; tutti: associazioni, Comites, sindacati in loco diffonderanno le informazioni. Puntiamo al maggior numero possibile, ma con onestà dobbiamo sapere fin d’ora che non si potrà prendere a pretesto nessuna percentuale per dire “basta” ai Comites”.
La paura del Cgie, dunque, è quella che una bassa affluenza alle urne faccia rialzare la voce a quanti, da tempo, sostengono l’inutilità degli organismi di rappresentanza.
Per questo, Carozza ribadisce che “nessuno, da Parlamento al Governo, se onesto e in buona fede, potrà pretendere in queste circostanze di fare riferimento al numero dei votanti per giustificare gli organismi dei rappresentanza”.
Quanto al Consiglio Generale, fino al suo rinnovo – l’anno prossimo – quello a guida-Carozza si occuperà dell’ordinaria amministrazione. Su come di arriverà al nuovo Cgie “si discute ancora adesso”. Certo è che fino ad allora il Consiglio deve esserci e con gli occhi aperti: “ci hanno chiesto pareri a stretto giro di posta e siamo stati in grado di darli. Nei prossimi mesi ci sarà la legge di stabilità, la riforma costituzionale è alla Camera, senza dimenticare gli Stati Generali della cultura a Firenze”. Su tutto questo, il Cgie continuerà a “vigilare” e a dire la sua, nelle prescritte audizioni. “Se si riterrà utile convocare una plenaria, cosa che oggi escludo, la convocheremo”, continua Carozza, secondo cui “se tutto va bene, dunque vengono rispettati i tempi delle procedure, le assemblee-paese potrebbero tenersi in aprile e, quindi, se le nomine governative arriveranno in tempo si potrebbe avere il nuovo Cgie a maggio”.
Sul tavolo del Cdp anche altri temi, come la legge di stabilità – “ancora non abbiamo le cifre, ma quello che chiederemo è l’impegno politico a mantenere (almeno) quanto stanziato l’anno scorso” – gli Stati generali di Firenze – “non siamo molto contenti del modo, direi molto in sordina, in cui si è svolta l’organizzazione; stiamo lavorando a come “recuperare” la presenza del Cgie e delle regioni a Firenze. Nei prossimi giorni verificherò con il sottosegretario Giro” – e una nuova proposta di legge. Sì, ieri, ha annunciato Carozza, “il Comitato di Presidenza ha deciso di trasmettere a Renzi e Mogherini, ai Presidenti di Camera e Senato e a tutte le forze politiche l’articolato di una proposta di legge sulla riorganizzazione lingua e cultura, frutto del lungo lavoro del Cgie”, dal seminario in poi. Si tratta, spiega, di progetto di legge richiesto al Cgie dai Comitati delle due Camere, un “contributo sostanziale in cui spero confluisca il consenso di tutti”.
Come richiesto dall’ultima assemblea plenaria, il Cdp ha deciso di pubblicare gli atti di quanto svolto dal Cgie dal 2004 ad oggi: “più che una testimonianza, vuole essere la consegna al nuovo Cgie di quanto abbiamo fatto su alcune importanti questioni, su cui abbiamo dato il massimo, ma che non hanno avuto gli esiti sperati, come la Conferenza dei Giovani”.
Infine, è già online – finalmente – il nuovo sito del Cgie (www.sitocgie.com), mentre a breve verrà lanciata l’app e il canale Youtube. Tutte parti di una strategia di comunicazione e informazione al passo coi tempi, che verrà messa alla prova proprio in occasione delle prossime elezioni dei Comites.
Sì perché “l’informazione sui giornali locali della comunità verrà fatta, ma gratuitamente. Quest’anno non ci saranno soldi per i giornali, è stato preferito inviare le lettere del Ministro ai capofamiglia”. Presto, annuncia Carozza, verrà preparata una tabella di marcia da qui al 19 dicembre da veicolare a tutti i connazionali, così da promuovere la partecipazione al voto.
D’altra parte, è da 10 anni che non votano più per i Comites. “Lo posso dire”, conclude Carozza. “È un miracolo che siamo ancora qui”. (m.cipollone\aise)

Rinnovo Comites – Raccolta firme anche per le liste dei partiti

Ripreso in Aula l’esame degli emendamenti al decreto che proroga le missioni internazionali e stabilisce le elezioni dei Comites. L’ultima parte della seduta a Montecitorio – prima della convocazione del Parlamento in seduta comune – è stata dedicata agli emendamenti all’articolo 10.

Respinti tutti quelli – soprattutto 5 stelle – che intendevano sopprimere l’articolo; stessa sorte per il tentativo di Caruso e Nissoli (Pi) di inviare il plico elettorale non solo ai registrati, ma a tutti gli iscritti all’Aire.
Ribadito il “no” all’emendamento – già presentato in Commissione – con cui Picchi (Fi) proponeva di garantire il voto anche a chi fosse andato a ritirare il materiale elettorale presso i Consolati, e ad altri simili presentati nell’ipotesi in cui “le consultazioni avvenissero entro il 30 giugno 2015”.
Respinti anche tutti gli altri di Picchi: sulle sedi dei Comites all’interno delle sedi diplomatico-consolari; sul metodo maggioritario al posto del proporzionale; sulla ripartizione dei seggi.
L’Aula ha invece approvato l’emendamento Grande (M5S) che di fatto abolisce quanto previsto dall’emendamento-Picchi approvato in Commissione Esteri che, come noto, esentava i partiti dal raccogliere le firme a sostegno delle proprie liste (comma 3 bis).
Una disposizione molto criticata, soprattutto dalle associazioni, ma non solo.
L’emendamento Grande sopprime il comma 3-bis, dunque anche le liste dei partiti dovranno essere sostenute da un congruo numero di firme per essere ammesse alle elezioni.
Respinto, infine, un altro emendamento dei 5 stelle in cui prevedeva di estendere l’obbligo della rendicontazione delle spese sostenute per la campagna elettorale anche ai candidati del Comites. (aise)