Primo maggio: il PD in Svizzera ricomincia dal lavoro

Primo maggio: il PD in Svizzera ricomincia dal lavoro.
Festa dei lavoratori. “Cosa cavolo c’è da festeggiare? Non posso neanche permettermi di prendere un gelato la domenica: chi me li dà i soldi, tu?”. Questa è la risposta che la mia carissima amica Eleonora, laureata in chimica e segretaria a termine (il contratto tra dieci giorni le scadrà e lei perderà lavoro che tanto odia), mi diede qualche giorno fa, quando le chiesi che avrebbe fatto per il ponte del primo maggio.
Di sicuro, a lei l’incipit della Costituzione “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro” sembra fuori dal tempo. In effetti, ben fragili fondamenta si ritrova la nostra amata Italia, corrose da pratiche criminali che non siamo ancora stati capaci di estirpare, e dalla crisi, che morde i risparmi delle famiglie e, con essi, si divora il futuro di un’intera generazione: quella futura, che per la prima volta dal dopoguerra sarà più povera di quella dei suoi genitori.
Per cominciare, c’è chi un lavoro non lo ha. L’ISTAT ha rilevato che a febbraio il tasso di disoccupazione si è attestato al 9.3%, record storico da quando (nel 2004) si è cominciato a misurarlo ogni mese; ciò vuol dire che più di due milioni di persone cercano un lavoro senza trovarlo, ossia tante quante le intere popolazioni di Milano e Napoli messe assieme. A essere più colpiti sono i giovani tra i quindici e i ventiquattro anni (il 31.9% di costoro non trova un lavoro, con un picco di quasi il 50% nel Mezzogiorno) e le donne (44 mila occupate in meno, rispetto a gennaio), mentre nel complesso i disoccupati uomini sono diminuiti. È doveroso ricordare che queste cifre non comprendono i tantissimi cassintegrati, che, con uno stipendio ridotto (e l’Italia ha gli stipendi tra i più bassi d’occidente, dati OCSE), si ritrovano spesso sulla soglia della povertà, quando non l’hanno già varcata.
Anche chi ha un lavoro non può essere tranquillo: l’Osservatorio Indipendente di Bologna sulle morti per infortuni sul lavoro calcola che tra il primo gennaio e il trenta aprile sono morte 163 persone sul posto di lavoro, e 325 (stima minima, ma il dato potrebbe essere anche peggiore) sulle strade e in itinere. Uno degli ultimi, Roberto Giudici di quarantasei anni, è morto schiacciato dagli ingranaggi del mulino in cui lavorava, durante operazioni di manutenzione.
Ripensando alla rabbia di Eleonora, mi ricordo che ognuno di questi numeri nasconde delle persone in carne ed ossa (la statistica è la vera alienazione di questo secolo, altro che il lavoro seriale…), e penso che ogni primo di maggio questi dati vengono enunciati a destra e a manca, immutati nella loro drammaticità. E allora, da militante del Partito Democratico, mi chiedo: “Ma noi, dove eravamo mentre succedeva tutto ciò? Perché non siamo riusciti ad impedire, né ieri né oggi, che queste tragedie accadessero ogni giorno?” Purtroppo la risposta è una condanna nei confronti del partito cui tanto tempo e tante energie dedico ancora: semplicemente ci (e dico ci, anche se la mia relativamente giovane età potrebbe ancora farmi dire che non ero presente) siamo voltati dall’altra parte.
Sedotti dal mito del mercato, ci siamo dimenticati che un partito di sinistra deve essere soprattutto un partito del lavoro: non a caso, in molti paesi europei il principale partito progressista contiene la parola “lavoro” all’interno del suo nome. Negli ultimi vent’anni, per cercare di allargare i nostri consensi, la classe dirigente del partito perso di vista coloro che per primi dovremmo difendere, i lavoratori, per inseguire il sogno (o l’incubo, col senno di poi) di una sinistra che abbraccia un neo-liberismo che di nuovo non ha niente, se non i metodi con cui ferocemente cancella quei diritti che i nostri nonni e i nostri padri hanno conquistato con decenni di lavoro e lotta.
Fortunatamente, si assiste a una ritrovata sensibilità del PD sui temi del lavoro. Bene ha fatto negli ultimi mesi il nostro segretario nazionale Bersani a porre paletti sulla riforma del mercato del lavoro. Inoltre, qui in Svizzera il si è creata una positiva e fruttuosa collaborazione tra il Partito Democratico, i partiti progressisti locali, Partito Socialista Svizzero in testa, e i sindacati, Unia in primis. I suoi frutti sono, per ricordare solo i più recenti e legati al lavoro, le iniziative per la Festa dei Lavoratori, svoltesi il primo maggio, come la giornata congiunta PD-PSS-Unia a Dietikon (ZH) e la presenza del nostro circolo del PD in piazza a Berna con un proprio stand, a fianco dell’Unione sindacale della città, coronata dalla visita della consigliera federale Simonetta Sommaruga, la manifestazione cantonale di Kreuzlingen organizzata con la sinistra politica sindacale e politica svizzera e tedesca. In futuro, altri eventi, come un dibattito a Zurigo organizzato dal PD in Svizzera e dalla fondazione Welfare & Lavoro, ospite principale l’On. Cesare Damiano, già ministro del lavoro, e un work-shop a Ginevra di Sergio Cofferati, già segretario della CGIL ed già sindaco di Bologna, in collaborazione tra PD, il PSE ed il sindacato Unia, confermano l’importanza che il mondo del lavoro riveste per il PD in Svizzera. Questi sono solo alcuni esempi dell’opera sul territorio del PD in Svizzera e della sua sintonia d’intenti e d’azione con le realtà politiche e istituzionali italiane ed elvetiche. I militanti e i simpatizzanti del PD in Svizzera sono comunque consapevoli che si può e si deve fare di più, e domenica prossima, 13 maggio, si riuniranno in assemblea nella Casa d’Italia a Zurigo, per promuovere istanze legislative sulla riforma della legge elettorale, sulla formazione e sui corsi di lingua e cultura italiana, sulla necessità di indire le elezioni per il rinnovo degli organismi di rappresentanza, Comitees e CGIE, e sui servizi offerti dalla rete consolare ai nostri connazionali residenti in Svizzera.
Abbandonare i disoccupati e i lavoratori? Io, nel mio piccolo, non ci ho mai pensato, e voglio operare ogni giorno sperando di contribuire affinché il mio partito torni a quella che dovrebbe essere la sua missione: essere dalla parte di chi ha di meno. Dobbiamo lottare contro il precariato del lavoro e delle esistenze, ritornare a parlare di diritti e non solo di spread, di persone e non di numeri. Abbiamo barattato il coraggio e un pezzo della nostra anima con una presunta maggior saggezza e l’illusione di metterci al passo con i tempi, quando in realtà la saggezza, senza coraggio, è solo ignavia, e non sono i tempi a dover modellare il nostro comportamento, bensì noi dobbiamo cambiare il nostro mondo.
Se la festa del primo maggio è stata un momento per rafforzare lo spirito di una ricostituita autentica sinistra dei e per i lavoratori, allora anche in futuro si potrà avere un motivo per festeggiare.
Steve Della Mora, dirigente del Circolo PD di Zurigo

Invito al cinema

Cari iscritti e simpatizzanti

 

Con la presente vi informiamo sulla nostra iniziativa Cineforum che prevede la proiezione con dibattito di alcuni film di particolare attualità.

 

I film affrontano vari aspetti del mondo del lavoro, trattati con toni diversi, ma sempre con grande partecipazione da parte dei tre giovani registi :

 

 

« Generazione 1000 euro » di Massimo Venier

In modo delicato, leggero e partecipe si affronta il tema della vita da precario in una Milano indifferente. Il film si basa sul libro di A.Incorvaia e di A.Rimassa dallo stesso titolo.

 

  • ·16 marzo 2012
  • ·Ore 19.00
  • ·Casa d’Italia, Erismannstrasse 6, Zurigo

 

 

« C’è chi dice no » Di Giambattista Avellino

Una commedia civile e democratica sulla piaga delle raccomandazioni.

 

  • ·20 aprile 2012
  • ·Ore 19.00
  • ·Casa d’Italia, Erismannstrasse 6, Zurigo

 

 

 « Tutta la vita davanti » di Paolo Virzì

Una commedia amara e grottesca che ricorda Monicelli, con personaggi molto umani ed autentici.

 

  • ·8 giugno 2012
  • ·Ore 19.00
  • ·Casa d’Italia, Erismannstrasse 6, Zurigo

 

 

Vi aspettiamo numerosi !

 

 

Cordiali saluti.

 

Emilia Margelish                                            Antonia Pichi

Presidente                                                     Segretario

Tel.079 / 257 62 48                                        Tel. 079 / 341 74 05

Mail :   e.sina@hispeed.ch                            Mail : antoniapichi@sunrise.ch

 

LA RIFORMA DELLA LEGGE PER IL VOTO ALL’ESTERO

Incontro con gli onorevoli

Franco Narducci e Gianni Farina

« La riforma della legge per il voto degli Italiani all’estero :

Le proposte del Partito Democratico ! »

Venerdì 29 ottobre 2010, ore 19.30

presso Sindacato Syna

ultimo piano – sala grande

Josephstrasse 46 – Zurigo

Conduce i lavori

Antonia Pici, segretario del Pd di Zurigo

Data l’attualità del tema vi aspettiamo numerosi !

CIRCOLO DI ZURIGO

Dibattito sul referendum

il 5 giugno 09 il Circolo del PD di Zurigo organizza, presso la Casa d’Italia alle ore 20.00, una serata informativa e di dibattito sul referendum e sulla situazione attuale nel nostro paese.
parteciperà all’iniziativa:
Maurizio Chiocchetti, responsabile PD per l’estero,

Michele Schiavone segretario Federale in Svizzera

Paolo Da Costa Presidente del Comites.
Siete tutti gentilmente invitati a partecipare e a dare la massima diffusione ai vostri iscritti e simpatizzanti.
Segretario del PD di Zurigo
Antonia Pichi