Rinnovo Comites: Rimboccarsi le maniche!

Il prossimo 19 dicembre in tutto il mondo si rinnoveranno (con ben cinque anni di ritardo!) i Comitati degli italiani all’estero(Comites), cioè quegli organismi che rappresentano le comunità italiane a livello di Circoscrizione consolare. Purtroppo queste elezioni si tengono in “zona Cesarini”, come si direbbe in gergo sportivo, poiché l’ultimo rinvio per il rinnovo di questi organismi rappresentativi delle comunità italiane all’estero aveva, appunto, fissato la scadenza del 31 dicembre 2014. I tempi per
l’organizzazione di queste elezioni sono quindi strettissimi poiché alla scadenza del 19 dicembre mancano ormai poco più di due mesi ed oltretutto il Ministero degli Affari Esteri per far partire del tutto la sua macchina organizzativa ha dovuto attendere l’approvazione definitiva del decreto legge che regolerà queste elezioni.

Ed é un bel guaio per la funzionalità della rete del MAE anche perché coloro che desiderano votare per rinnovare i Comites, con la nuova normativa, devono preiscriversi nell’Albo elettorale dell’Ufficio consolare italiano di riferimento entro trenta giorni dalla data delle elezioni, quindi entro il 19 novembre. Dopo di che il plico elettorale per esprimere il voto per corrispondenza -contrariamente al passato – verrà inviato solo ai cittadini italiani che avranno provveduto ad iscriversi nel citato Albo elettorale.

Morale, continuo a pensare che avevo ragione a denunciare la ristrettezza eccessiva del tempo a disposizione per l’organizzazione i queste elezioni entro la scadenza del prossimo 31 dicembre. Elezioni che, peraltro, cadranno proprio nell’ultimo fine settimana (19 dicembre) che precede la festività di Natale. Ovvero un periodo di tempo in cui, notoriamente, tutte le persone e le famiglie – ,anche in emigrazione – hanno altro a cui pensare come, per esempio, ai regali, all’albero di Natale, al presepio, al pranzo natalizio) o mettersi in viaggio per trascorre le feste natalizie e di fine anno con i parenti in Italia.

Ma ormai la data, sia pure infelice, è stata fissata perché, ci è stato riferito, che non era possibile spostare le elezioni dei Comites alla prossima primavera in quanto non ci sarebbe stata alcuna garanzia di un loro finanziamento nel bilancio dello Stato del 2015, data la situazione economica e finanziaria che sta vivendo l’Italia. Con il rischio che probabilmente non si sarebbe votato neppure nel 2015. Finanziamento che, invece, il ministro degli Affari Esteri Federica Mogherini ed il Sottosegretario Mario Giro, sollecitati dallo stesso CGIE, sono riusciti a trovare in questo esercizio finanziario per mantener fede all’impegno di far tenere queste elezioni entro il 2014, dopo ben tre rinvii, nonostante le manovre di risparmio messe in atto in questi ultimi mesi dal governo di Matteo Renzi.

Quindi nel variegato mondo dell’emigrazione italiana ci si deve rimboccare le maniche, nonostante tutti i problemi ricordati, affinché le elezioni abbiano il necessario successo di partecipazione al voto. Soprattutto da parte dell’associazionismo (la UIM è già operativa a livello informativo e nel sollecitare le preiscrizioni) e di quanti altri vi operano attivamente come gli stessi patronati che quotidianamente sono in contatto con gli emigrati anche se questo infastidisce notoriamente qualche parlamentare eletto all’estero che da anni combatte una stantia e personale battaglia contro i sindacati ed i patronati.

Comunque il pensiero che l’Italia e gli italiani riescono a fare le cose migliori proprio quando sono messi alle strette e si trovano con l’acqua alla gola come in questa circostanza mi rende ottimista, tanto da ritenere che, alla fine, la partecipazione al voto sarà quantomeno decorosa. A meno che….. questa non sia la solita eccezione che conferma la regola: incrociamo le dita!

Dino Nardi, Coordinatore UIM Europa e membro Cgie

Elezioni Comites – Il 19 dicembre si vota per 107 Comitati

Saranno 107 i Comites che verranno rinnovati con le elezioni del 19 dicembre prossimo.

Mentre il Senato si appresta a dare il via libera definitivo al decreto 109/2014 – che proroga le missioni internazionali e stabilisce, appunto, le elezioni dei Comites – pubblichiamo di seguito la lista dei 107 Comitati – 15 quelli nuovi – che verranno eletti dai connazionali che si iscriveranno alle liste degli elettori.

EUROPA (49)

BELGIO 5
Bruxelles, Charleroi, Genk, Liegi, Mons

CROAZIA 1
Fiume

DANIMARCA 1
Copenaghen

FRANCIA 7
Chambery, Lilla, Lione, Marsiglia, Metz, Nizza, Parigi

GERMANIA 10
Berlino, Colonia, Dortmund, Francoforte, Friburgo, Hannover, Norimberga, Saarbrucken, Stoccarda, Wolfsburg

GRAN BRETAGNA 3
Londra, Edimburgo, Manchester

GRECIA 1
Atene

IRLANDA 1
Dublino

LUSSEMBURGO 1
Lussemburgo

NORVEGIA 1
Oslo

PAESI BASSI 1
L’Aja

POLONIA 1
Varsavia

PORTOGALLO 1
Lisbona

PRINCIPATO DI MONACO 1
Montecarlo

REPUBBLICA CECA 1
Praga

ROMANIA 1
Bucarest

SAN MARINO 1
San marino

SPAGNA 3
Barcellona, Madrid, Tenerife

SVEZIA 1
Stoccolma

SVIZZERA 7
Basilea, Berna, Ginevra, Losanna, Lugano, San Gallo, Zurigo

 

NORD AMERICA 13

STATI UNITI 9
Boston, Chicago, Detroit, Filadelfia, Houston, Los Angeles, Miami, New York, San Francisco

CANADA 4
Montreal, Ottawa, Toronto, Vancouver

 

SUD E CENTRO AMERICA 29

ARGENTINA 9
Bahia Blanca, Buenos Aires, Cordoba, Lomas De Zamora, La Plata, Mar Del Plata, Mendoza, Moron, Rosario

BOLIVIA 1
La Paz

BRASILE 7
Belo Horizonte, Brasilia, Curitiba, Porto Alegre, Recife, Rio De Janeiro, San Paolo

CILE 1
Santiago

COLOMBIA 1
Bogota

COSTARICA 1
San José

GUATEMALA 1
Città del Guatemala

MESSICO 1
Città del Messico

PANAMA 1
Panama City

PARAGUAY 1
Assunzione

PERÙ 1
Lima

URUGUAY 1
Montevideo

VENEZUELA 3
Caracas, Maracaibo, Puerto Ordaz

 

OCEANIA 6

AUSTRALIA 5
Adelaide, Brisbane, Melbourne, Perth, Sidney

NUOVA ZELANDA 1
Wellington

 

ASIA – AFRICA 10

ALGERIA 1
Algeri

EGITTO 1
Il Cairo

EMIRATI ARABI 1
Dubai

KENYA 1
Nairobi

ISRAELE 1
Tel Aviv

SUD AFRICA 3
Cape Town, Johannesburg, Pretoria

THAILANDIA 1
Bangkok

TUNISIA 1
Tunisi.

(aise)

Missioni internazionali e Comites: respinti tutti gli emendamenti

Nella seduta di questa mattina, l’Aula del Senato ha iniziato la discussione generale sul decreto 109/2014 che proroga le missioni internazionali e prevede le elezioni per il rinnovo dei Comites.

Il dibattito, anche a Palazzo Madama, si è concentrato soprattutto sulla prima parte del decreto. Sui Comites sono intervenuti, in modo molto critico, i senatori Micheloni (Pd) e Di Biagio (Pi).
Alla presenza del sottosegretario alla Difesa Rossi, sono stati quindi respinti tutti gli emendamenti presentati al decreto, ed esaminati gli ordini del giorno.
Nelle prime dichiarazioni di voto, Divina (Lega Nord) ha annunciato l’astensione del suo gruppo. Hanno annunciato voto contrario Petraglia (SEL) e Marton (M5S). Hanno invece dichiarato voto favorevole al provvedimento Maran (SC), Di Biagio (PI) e Compagna (NCD).
Il seguito delle dichiarazioni di voto è rinviato alla prossima settimana. (aise)

FINALMENTE SI VOTA! ALLA FARNESINA I LAVORI DEL CDP – Carozza CGIE

Finalmente si vota. Dopo cinque anni di attesa, gli italiani all’estero rinnoveranno i loro Comites, in carica ormai da dieci anni. “Arriviamo all’ultimo minuto, in condizioni non soddisfacenti, certo, ma al punto in cui siamo niente ci può fermare”, ci dice Elio Carozza, segretario generale del Cgie, a margine dei lavori del Comitato di Presidenza riunito da ieri alla Farnesina.

Un Cdp che ha discusso soprattutto dei Comites, com’era ovvio, perché i tempi sono stretti e tante sono le novità delle prossime elezioni. Un risultato di cui Carozza e il Cdp danno merito “al Ministro Mogherini e al sottosegretario Giro, che ringraziamo per il loro lavoro, ma anche alla determinazione del Cgie”.
Ora “dal Senato ci aspettiamo il via libera al decreto, il più velocemente possibile”. Solo dopo il passaggio parlamentare, “potrà partire l’informazione istituzionale come previsto dal sottosegretario e dal Ministro”.
“Siamo tutti convinti che non sarà semplice”, anticipa Carozza. “Ma certo, soprattutto per le modalità di voto ci sono stati miglioramenti rispetto a quanto previsto all’inizio” e cioè il solo voto elettronico.
Ora, come noto, i connazionali voteranno per corrispondenza, ma il plico elettorale arriverà solo a chi si iscriverà nel registro consolare degli elettori entro il 19 novembre. “È un’ottima soluzione – commenta Carozza – ma se si decideva prima era meglio”.
Certo è, ribadisce più volte il segretario generale, che “il Cgie ha fortemente voluto queste elezioni. Lo dico con chiarezza oggi, così come ho manifestato la mia irritazione al sottosegretario Giro che ieri parlava di “malumori” all’interno del Cgie. Non è così”.
“Il Governo – ricorda Carozza – aveva pensato in aprile di ridurre il numero dei Comites e come Cgie ci siamo opposti, dando un nostro parere negativo, motivandolo. Il Ministro, e di questo le diamo atto, ha raccolto il nostro parere e ha proposto una soluzione diversa, cioè applicare la spending review soprattutto sul Cgie, e noi a questo abbiamo dato un parere positivo”.
Insomma, con la Farnesina c’è stato “un dialogo” che ha dato i suoi frutti “per l’esistenza dei Comites e per il voto per corrispondenza. Sono state anche trovate le risorse e di questo diamo atto a Giro e Mogherini. Ecco perché è stato poco piacevole venire a sapere della soppressione dei Comites laddove erano stati chiusi i consolati”.
Quello che viene contestato al Ministero è l’applicazione alla lettera della legge istitutiva dei Comiati che ne prevede uno (o più d’uno in casi particolare) per ogni circoscrizione consolare.
Ridisegnata la mappa dei Comites – all’inizio 37 quelli chiusi – il Ministro ha chiesto il prescritto parere al Cgie, ma solo due giorni prima il 19 settembre, giorno in cui Mogherini ha autorizzato i consolati ad emanare i decreti che indicono le elezioni.
Un parere che non poteva non essere negativo: “lo abbiamo motivato su tre punti”, ci spiega Carozza. “In primo luogo, abbiamo ricordato che già nel 2004 erano stati eletti Comites dove non c’erano più consolati: quindi, se la consuetudine diventa legge, questo non doveva essere un limite neanche quest’anno. In secondo luogo, abbiamo osservato che avendo il Governo ritirato la proposta di ridimensionamento dei Comites ad aprile, era scontato lasciare lo statu quo. Infine, abbiamo messo in guardia la Farnesina sull’impatto finanziario di questi accorpamenti, soprattutto per i costi vivi, ad esempio i rimborsi di viaggio e vitto per chi dovrà spostarsi anche per lunghe distanze. Insomma, non abbiamo apprezzato questa improvvisazione dell’ultimo munito”.
Anche in questo caso, dopo il parere negativo del Cgie sulla soppressione dei Comites, “la lista è stata rivista e sono stati salvati 10 Comites. Certo, era meglio salvarli tutti, ma questa è stata un’altra occasione in cui il Ministro ci ha ascoltato. Ripeto: se c’è qualcuno che è felice per queste elezioni siamo noi del Cgie, che da 10 anni sosteniamo i Comites, difendendone il ruolo”.
Tra quelli chiusi, quelli “rinominati” e le nuove aperture (14) il numero dei Comitati, secondo Carozza, dovrebbe rimanere pressoché lo stesso.
A questo punto i problemi sono due: “i tempi stretti per informare tutti del dovere di iscriversi come elettori e, in secondo luogo, l’allontanamento della rappresentanza dal territorio”. Cioè, spiega, “se in Europa vengono chiusi 27 Comites, tra Svizzera, Germania e Belgio, ci saranno comunità che non avranno diretti rappresentanti e quindi, magari, neanche andranno a votare”.
“Dobbiamo essere coscienti fin da oggi che la partecipazione non sarà altissima”, riconosce Carozza, che non vuole dare percentuali, ma che ribadisce: “non sarà altissima”.
Tutto, in questo senso, dipenderà dall’informazione: “il Ministro Mogherini invierà 2milioni e 800mila lettere ad altrettanti capofamiglia; tutti: associazioni, Comites, sindacati in loco diffonderanno le informazioni. Puntiamo al maggior numero possibile, ma con onestà dobbiamo sapere fin d’ora che non si potrà prendere a pretesto nessuna percentuale per dire “basta” ai Comites”.
La paura del Cgie, dunque, è quella che una bassa affluenza alle urne faccia rialzare la voce a quanti, da tempo, sostengono l’inutilità degli organismi di rappresentanza.
Per questo, Carozza ribadisce che “nessuno, da Parlamento al Governo, se onesto e in buona fede, potrà pretendere in queste circostanze di fare riferimento al numero dei votanti per giustificare gli organismi dei rappresentanza”.
Quanto al Consiglio Generale, fino al suo rinnovo – l’anno prossimo – quello a guida-Carozza si occuperà dell’ordinaria amministrazione. Su come di arriverà al nuovo Cgie “si discute ancora adesso”. Certo è che fino ad allora il Consiglio deve esserci e con gli occhi aperti: “ci hanno chiesto pareri a stretto giro di posta e siamo stati in grado di darli. Nei prossimi mesi ci sarà la legge di stabilità, la riforma costituzionale è alla Camera, senza dimenticare gli Stati Generali della cultura a Firenze”. Su tutto questo, il Cgie continuerà a “vigilare” e a dire la sua, nelle prescritte audizioni. “Se si riterrà utile convocare una plenaria, cosa che oggi escludo, la convocheremo”, continua Carozza, secondo cui “se tutto va bene, dunque vengono rispettati i tempi delle procedure, le assemblee-paese potrebbero tenersi in aprile e, quindi, se le nomine governative arriveranno in tempo si potrebbe avere il nuovo Cgie a maggio”.
Sul tavolo del Cdp anche altri temi, come la legge di stabilità – “ancora non abbiamo le cifre, ma quello che chiederemo è l’impegno politico a mantenere (almeno) quanto stanziato l’anno scorso” – gli Stati generali di Firenze – “non siamo molto contenti del modo, direi molto in sordina, in cui si è svolta l’organizzazione; stiamo lavorando a come “recuperare” la presenza del Cgie e delle regioni a Firenze. Nei prossimi giorni verificherò con il sottosegretario Giro” – e una nuova proposta di legge. Sì, ieri, ha annunciato Carozza, “il Comitato di Presidenza ha deciso di trasmettere a Renzi e Mogherini, ai Presidenti di Camera e Senato e a tutte le forze politiche l’articolato di una proposta di legge sulla riorganizzazione lingua e cultura, frutto del lungo lavoro del Cgie”, dal seminario in poi. Si tratta, spiega, di progetto di legge richiesto al Cgie dai Comitati delle due Camere, un “contributo sostanziale in cui spero confluisca il consenso di tutti”.
Come richiesto dall’ultima assemblea plenaria, il Cdp ha deciso di pubblicare gli atti di quanto svolto dal Cgie dal 2004 ad oggi: “più che una testimonianza, vuole essere la consegna al nuovo Cgie di quanto abbiamo fatto su alcune importanti questioni, su cui abbiamo dato il massimo, ma che non hanno avuto gli esiti sperati, come la Conferenza dei Giovani”.
Infine, è già online – finalmente – il nuovo sito del Cgie (www.sitocgie.com), mentre a breve verrà lanciata l’app e il canale Youtube. Tutte parti di una strategia di comunicazione e informazione al passo coi tempi, che verrà messa alla prova proprio in occasione delle prossime elezioni dei Comites.
Sì perché “l’informazione sui giornali locali della comunità verrà fatta, ma gratuitamente. Quest’anno non ci saranno soldi per i giornali, è stato preferito inviare le lettere del Ministro ai capofamiglia”. Presto, annuncia Carozza, verrà preparata una tabella di marcia da qui al 19 dicembre da veicolare a tutti i connazionali, così da promuovere la partecipazione al voto.
D’altra parte, è da 10 anni che non votano più per i Comites. “Lo posso dire”, conclude Carozza. “È un miracolo che siamo ancora qui”. (m.cipollone\aise)

Rinnovo Comites – Raccolta firme anche per le liste dei partiti

Ripreso in Aula l’esame degli emendamenti al decreto che proroga le missioni internazionali e stabilisce le elezioni dei Comites. L’ultima parte della seduta a Montecitorio – prima della convocazione del Parlamento in seduta comune – è stata dedicata agli emendamenti all’articolo 10.

Respinti tutti quelli – soprattutto 5 stelle – che intendevano sopprimere l’articolo; stessa sorte per il tentativo di Caruso e Nissoli (Pi) di inviare il plico elettorale non solo ai registrati, ma a tutti gli iscritti all’Aire.
Ribadito il “no” all’emendamento – già presentato in Commissione – con cui Picchi (Fi) proponeva di garantire il voto anche a chi fosse andato a ritirare il materiale elettorale presso i Consolati, e ad altri simili presentati nell’ipotesi in cui “le consultazioni avvenissero entro il 30 giugno 2015”.
Respinti anche tutti gli altri di Picchi: sulle sedi dei Comites all’interno delle sedi diplomatico-consolari; sul metodo maggioritario al posto del proporzionale; sulla ripartizione dei seggi.
L’Aula ha invece approvato l’emendamento Grande (M5S) che di fatto abolisce quanto previsto dall’emendamento-Picchi approvato in Commissione Esteri che, come noto, esentava i partiti dal raccogliere le firme a sostegno delle proprie liste (comma 3 bis).
Una disposizione molto criticata, soprattutto dalle associazioni, ma non solo.
L’emendamento Grande sopprime il comma 3-bis, dunque anche le liste dei partiti dovranno essere sostenute da un congruo numero di firme per essere ammesse alle elezioni.
Respinto, infine, un altro emendamento dei 5 stelle in cui prevedeva di estendere l’obbligo della rendicontazione delle spese sostenute per la campagna elettorale anche ai candidati del Comites. (aise)

Rinnovo Comites – Una fretta pericolosa

Dopo dieci anni, finalmente, si rinnoveranno (forse) i Comites, eletti l’ultima volta nel lontano 2004 e con cinque anni di ritardo rispetto alla loro scadenza naturale del 2009, con una platea di possibili elettori radicalmente cambiata, poiché, dopo due lustri, molti emigrati di prima generazione sono nel frattempo rimpatriati o…. venuti a mancare quantomeno per ragioni anagrafiche, con i loro figli e nipoti poco interessati al mondo dell’emigrazione e con la nuova emigrazione (quella 2.0) che vive in un suo mondo parallelo a quello tradizionale degli emigrati italiani, tanto da non definirsi neppure tali, bensì “expat”. Un ritardo incredibile nel rinnovo di questi organismi, dovuto a ben tre rinvii che si sono succeduti dal 2008 ad oggi. Rinvii motivati prima (2008) dalla necessità (sic) di rivedere la legge e quindi di dare il tempo al Parlamento di approvarla, per poi finire nell’oblio; infine (2010 e 2012) per mancanza di soldi per l’organizzazione dell’evento elettorale a causa della crisi finanziaria che stava vivendo (oggi non più?) il Paese con conseguenti tagli lineari ai bilanci dei vari ministeri, compreso ovviamente il MAE.
Adesso siamo a metà settembre e quindi a ridosso della scadenza del 31 dicembre 2014, termine fissato dall’ultimo rinvio entro il quale si devono rinnovare i Comites, ed il Parlamento non ha ancora approvato il decreto legge 1 agosto 2014, n. 109, che nell’articolo 10 fissa le nuove regole per l’elezioni dei futuri Comites (voto per corrispondenza limitato a coloro che si iscriveranno nell’albo elettorale dell’Ufficio consolare di riferimento).
Nel frattempo in emigrazione in molti – compresa la UIM – si sono già attivati da alcune settimane per motivare e sollecitare le comunità italiane ad iscriversi in questo albo, prendendo in contropiede, in alcuni casi, molti Uffici consolari che ancora non si sono attivati in attesa dell’approvazione definitiva del decreto in questione.
Tuttavia, ci si sta rendendo conto che a causa dell’ormai imminente scadenza elettorale (si vocifera il 14 dicembre) i tempi per i vari adempimenti connessi all’organizzazione delle elezioni, soprattutto l’iscrizione all’albo degli elettori e la necessaria propaganda (anche con l’invio da parte della rete consolare di un plico informativo sia pure limitato ai capofamiglia), nonché la presentazione delle liste dei candidati, l’invio del plico con il materiale per il voto agli iscritti all’albo e la successiva restituzione agli Uffici consolari della scheda elettorale – sono talmente stretti che, per la fretta, queste elezioni rischiano di rivelarsi un vero e proprio flop!
Si, un grande flop, poiché si rischia di ritrovarci con dei nuovi Comites eletti da poche migliaia di elettori, quindi poco autorevoli. Un risultato che darà fiato alle trombe dei soliti noti che da sempre sono contrari a questi organismi (compreso il Cgie) ed allo stesso voto all’estero ritenuti troppo costosi e inutili.
A questo punto, è lecito domandarsi perché, dopo aver atteso ben dieci anni, si deve andare a rinnovare questi organismi con tutta questa fretta (tardiva e pericolosa) quando ancora nel 2013 lo stesso Cgie chiedeva, inascoltato, di andare a rinnovarli al più tardi prima dell’estate 2014?
Non è più saggio prendere ormai atto che non si sono più i tempi necessari per organizzare con questo nuovo sistema della preiscrizione, in modo serio, le elezioni entro il prossimo 31 dicembre?
Chi potrebbe lamentarsi se, invece, entro questa scadenza il Parlamento fissasse le elezioni per il rinnovo dei Comites per una data certa a marzo 2015?
Probabilmente nessuno, salvo i soliti noti polemisti di professione!.

Convocazione Circoli Pd Europa

È convocata la riunione dei Circoli Pd Europa in Lussemburgo

Serata cassa malati a Lugano

Per il prossimolunedì,  il Circolo di Lugano ha organizzato una serata d’informazione sulla cassa malati unica

Invito serata informativa cassa malati unica – Basilea

Il 28 settembre avrà luogo la votazione federale per l’introduzione, in Svizzera, della Cassa malati unica. Il Circolo di Basilea e dintorni invita ad una serata informativa

Chiusura Consolato San Gallo: una questione ancora aperta

Il TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) del Lazio con sede in Roma ha tenuto, il 10 settembre 2014, l’udienza per esaminare il ricorso/denuncia del Comites di San Gallo (rappresentato dagli Avvocati Gianluigi Pellegrino e Mario Lorubio – Roma) contro la decisione del Ministero degli Esteri di chiudere il Consolato d’Italia in San Gallo. A darne notizia sono il presidente del Comites Sergio Giacinti e Rolando Ferrarese, in rappresentanza del Comitato contro la chiusura del Consolato d’Italia in San Gallo.

Nel corso dell’udienza – spiegano in nota congiunta – si è ritenuto inutile concedere la “sospensiva” al provvedimento di soppressione, tenuto conto che, in effetti, il Consolato è già stato chiuso. Su richiesta dei legali, il tribunale ha rinviato la causa ad altra udienza, la cui data sarà comunicata nei prossimi giorni. Il TAR, pertanto, ha deciso di non respingere il ricorso presentato dal Comites e di entrare nel merito della questione sulla legittimità della chiusura del Consolato di San Gallo.
Comites San Gallo e Comitato contro la chiusura del consolato, in una riunione ristretta informale, avvenuta nella serata del 10 settembre 2014, hanno espresso “soddisfazione” per le decisioni del TAR e per l’opera degli Avvocati Pellegrino e Lorubio.
“Il fatto che il TAR abbia deciso di non respingere il ricorso ma, anzi, di entrare nel merito della questione, – si legge nella nota – attribuisce – di conseguenza – legittimazione all’operato dello stesso Comites (e del Comitato) contro la decisione del Ministero degli Esteri italiano di chiudere il Consolato di San Gallo e, soprattutto, di averlo fatto senza in precedenza aver “approntato in tempi rapidi .., anche sulla base di un confronto con le istituzioni locali, strumenti leggeri alternativi di presenza culturale e di erogazione dei servizi consolari”, così come previsto dalla mozione 100 approvata dal Senato della Repubblica il 28.05.2014”.
“In effetti, – continua la nota – si sta verificando quello che si paventava con il trasferimento dei servizi al Consolato Generale d’Italia in Zurigo: file davanti al Consolato; telefono centrale in servizio, ma senza alcuno che risponda; impossibilità di fatto di prenotare appuntamenti con i vari uffici consolari; difficoltà all’evasione di pratiche nel corso della stessa giornata; difficoltà a scaricare dal sito web formulari e richieste (soprattutto per carte d’identità e passaporto). Quella dei servizi consolari italiani a San Gallo rimane pertanto una questione tutta aperta, che attende ancora, non solo le decisioni della Magistratura Amministrativa, ma anche gli strumenti leggeri alternativi, “promessi” dal Vice Ministro degli Esteri, Lapo Pistelli e per i quali, nonostante gli interventi del senatore Claudio Micheloni (a cui va dato atto di tenacia e continuità nella difesa degli servizi agli Italiani all’Estero), non è ancora intervenuta la “riunione tecnica” risolutiva”.