Elezioni europee, un ringraziamento e.. un ultimo sforzo!

Care/i,al termine di questa campagna elettorale ho il piacere, e sento il dovere, diringraziare tutti voi per il vostro impegno, importante, come mai si era visto nellastoria della Circoscrizione Estero del Pd. I Circoli di tutti i Paesi europei, in Belgio,Francia, Regno Unito, Germania, Lussemburgo, Spagna, Svizzera, Olanda… si sonoattivati con iniziative politiche ed elettorali sui diversi temi, da quelli economici edei diritti, a quelli dell’integrazione, da quelli di un’agricoltura di qualità al ruolodell’Europa nel sistema internazionale. Da soli o in collaborazione con i partnerpolitici del Pse. Gruppi attivi del Pd sono nati con queste elezioni in Portogallo,Grecia, Irlanda e in diversi Paesi dell’est europeo. Rilevante è stato anche l’impegnodei Circoli Pd dei Paesi extraeuropei. Il Pd si è caratterizzato come una forza politicadi cambiamento, responsabile, concreta. Matteo Renzi ha interpretato bene questaesigenza, sia a livello di azione di governo che di Partito, pur all’interno di unquadro di riferimento partitico, parlamentare, economico e di “sistema Italia” ingenerale espressione di realtà che da vecchie stanno diventando “pitecantropiche”,che resistono e che rappresentano una zavorra pesante nella strada del cambiamento.Le vicende dello “scandalo expò”, con una presenza politica trasversale di soggetticriminali (sempre la stessa dagli anni ’80), rappresentano realtà che il Paese nonpuò più moralmente ed economicamente sostenere. E men che meno il Pd, questoPd, che rischia di subire gli effetti politici ed elettorali di cause che non solo nonha determinato ma che contrasta con la radicalità delle riforme che propone. Quelleinenarrabili vergogne, determinate da ladri recidivi e noti, portano combustibilegratuito al motore che alimenta il progetto di Beppe Grillo, un progetto autarchico,violento, culturalmente ed economicamente devastante per l’Italia. Ma a questi non sirisponde difendendo l’Italia che c’è, o l’Europa che c’è, ma progettando e costruendopolitiche ed istituzioni, italiane ed europee, radicalmente diverse dalle attuali.Compreso il Pse. A chi dice che dobbiamo abbandonare l’euro dobbiamo rispondereche è l’Europa che deve abbandonare l’austerity. Che il Pd chiede di esseresostenuto perché vogliamo riscrivere le regole della finanza. Vogliamo riscriverequel patto istituzionale e sociale europeo indebolito in questi anni da “eurocrati edeconocrati” tenacemente impegnati ad adattare le persone all’economia speculativama incapaci di pensare ad una economia che si adatta alle esigenze delle persone.E’ cresciuta in questi anni un’idea sottosviluppata dello sviluppo che ha costituitola principale negazione del progetto europeo come lo avevano pensato i padrifondatori e come lo vogliamo noi. La crisi europea era già in atto prima della crisieconomica iniziata nel 2008, già allora non eravamo riusciti a portare avanti unaeffettiva unificazione metanazionale. Oggi la crisi economica mondiale rischia nonsolo di aggravare la crisi dell’Europa, ma di innescare anche pericolosi processi didisgregazione dell’Europa stessa. Di questo noi siamo perfettamente consapevoli,vediamo gli effetti devastanti determinati dalla concomitanza della crisi economicae della mancata risposta politica, con la crescita in tutta Europa di forze, partiti eraggruppamenti parlamentari razzisti, populisti, negazionisti, antisemiti, violenti eantieuropei. Tuttavia, come afferma Edgar Morin, “laddove cresce il pericolo cresceanche ciò che salva”. Noi siamo impegnati in Italia, in Europa, nel Pse, a costruireuna dimensione comune che valorizzi quanto di meglio il pluralismo europeo hasaputo produrre, riconoscendo la nostra dimensione di provincialità nel mondo maessendo al tempo stesso motivatamente attivi e consapevoli di poter giocare un ruoloprotagonista nel sistema internazionale.

E’ un momento complicato, segnato da rischi e opportunità, e comunque da sfiderispetto alle quali non possiamo né vogliamo sottrarci. Anche queste elezioni sonocomplicate, e costituiranno, comunque, un passaggio importante dentro dinamicheinedite e segnate da profonde trasformazioni. Per queste ragioni, rinnovandovi dauna parte il mio sincero ringraziamento per quello che avete fatto, mi permetto dichiedere a ciascuno di noi di continuare nelle forme possibili e fino all’ultimo minutoutile la campagna per il voto al Pd.Un grande abbraccio a tutte e tutti

Luciano Neri
Comitato di Gestione Circoscrizione Estero Pd

La casa dei pensionati italiani all’estero è prima abitazione

E’ FATTA! Oggi alla Camera dei Deputati nella votazione finale è stato approvato definitivamente il decreto casa che contiene la legge che dal 1. Gennaio 2015 ai cittadini italiani pensionati residenti all’estero (Aire) proprietari di una casa in Italia viene riconosciuto il trattamento come agli italiani in Patria. La notizia che vi avevo anticipato nella scorsa news letter è confermata.

E’ una misura parziale che non riguarda tutti, lo so. Si tratta, senza dubbio, di un primo passo molto positivo che va incontro alle richieste sostenute in questi ultimi due anni da noi parlamentari del Partito democratico eletti all’estero. Questa volta abbiamo trovato un Governo più attento alle problematiche degli emigrati.

Nella stesura originale dell’emendamento, il trattamento riguardava tutti gli italiani all’estero proprietari della casa in Italia. Ma, nella trattativa conclusiva è stato trovato l’accordo che prevede la detrazione in questa prima fase esclusivamente per i pensionati che percepiscono una rendita pensionistica nei paesi dove risiedono. Non è necessario, quindi, come tanti di voi mi hanno chiesto, percepire anche una pensione INPS. E’ il segno del riconoscimento ai primi emigrati che con tanti sacrifici hanno costruito una loro casa in Italia contribuendo allo sviluppo di tanti paesi grazie alle rimesse. Quei primi emigrati ora sono pensionati e hanno un reddito non sufficiente a sostenere una tassa, come ho sempre ripetuto, ingiusta.

Il Partito democratico fa sul serio in Parlamento e al Governo con Matteo Renzi. Quando intraprende una battaglia la porta avanti, senza tentennamenti. Così faremo per estendere la nuova legge a tutti gli italiani residenti all’estero. In basso trovate il testo integrale dell’emendamento inserito nella nuova legge sull’IMU. Grazie a voi tutti che avete avuto fiducia nel lavoro mio e dei miei colleghi!

 

«Art. 9-bis.

(IMU per immobili posseduti da cittadini residenti all’estero)

1. All’articolo 13, comma 2, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, al settimo periodo, le parole da: “, l’unità immobiliare posseduta” fino a: “non risulti locata” sono soppresse e dopo l’ottavo periodo è inserito il seguente: “A partire dall’anno 2015 è considerata direttamente adibita ad abitazione principale una ed una sola unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all’Anagrafe degli Italiani residenti all’estero (AIRE), già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d’uso’.

2. Sull’unità immobiliare di cui al comma 1, le imposte comunali TARI e TASI sono applicate, per ciascun anno, in misura ridotta di due terzi.

3. Agli oneri derivanti dalle disposizioni di cui al presente articolo, pari a 6 milioni di euro annui, a decorrere dall’anno 2015, di cui 2 milioni di euro annui a copertura delle minori entrate dei Comuni, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2014-2016, nell’ambito del programma “Fondi di riserva e speciali” della missione “Fondi da ripartire” dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2014».

Roma, Camera dei Deputati, 20 maggio 2014

IMU – prima casa anche per i pensionati italiani iscritti all’AIRE

Finalmente un’ottima notizia per tutti i pensionati emigrati italiani iscritti all’AIRE proprietari di una abitazione in Italia. Infatti, come si potrà leggere nell’allegato comunicato stampa del Partito Democratico, il governo Renzi ha accettato nella discussione in corso al Senato un emendamento del relatore Franco Mirabelli, del Partito Democratico, col quale si riconosce come prima casa, ai fini dell’IMU, l’unico immobile di proprietà posseduto in Italia da connazionali residenti all’estero che siano pensionati.

Si proprio un’ottima notizia, anche se riguarda non tutti gli iscritti all’AIRE bensì solo i pensionati emigrati, poiché, in questo caso, si tratta di un emendamento legislativo e non del solito “ordine del giorno” che in passato, pur accolto dal governo di turno, non modificava poi la realtà.

Si proprio un’ottima notizia anche per  chi, come noi, ha sempre lottato (da quando il governo Berlusconi tolse l’IMU sulla prima casa dimenticandosi però degli emigrati) affinchè l’abitazione degli italiani all’estero non venisse discriminata!

Si proprio un’ottima notizia, in particolare per tutti quegli emigrati italiani anziani che, con tanti sacrifici, avevano comperato o costruito una casa in Italia e che oggi, da pensionati, facevano una grande fatica a sostenerne i costi di mantenimento soprattutto a causa dell’IMU.

Dino Nardi

 

 

 

OUI pour un salaire minimum

Pourquoi nous disons OUI :

1. OUI à l’inscription de salaire minimum dans les conventions collectives de travail : presque la moitié des emplois en Suisse n’a pas une convention collective de travail et ces employés ont des salaires qui, la plupart du temps ne suffisent pas à subvenir aux besoins de leur famille.
2. OUI pour une question de dignité : le salaire minimum permet de ne plus demander de l’aide sociale qui souvent est vue par la personne comme une honte.
3. OUI parce que ce sont les femmes qui constituent les premières victimes d’un salaire de misère. L’introduction d’un salaire minimum est aussi un pas important vers la parité de salaire entre homme et femme. On ne peut pas croire que dans un Pays comme la Suisse à parité de travail entre l’homme et la femme, les salaires ne correspondent pas!
4. OUI parce que c’est une mesure d’accompagnement très importante pour les travailleurs étrangers : l’introduction d’une protection salariale pour tous signifie aussi une meilleure intégration !

Festeggiato il 69° anniversario della liberazione a Berna

La liberazione d’Italia dalle cruenti pratiche del regime fascista è stata commemorata a Berna dall’ambasciatore d’Italia, Cosimo Risi,

dal Sindaco Alexander Tschäppat, dal presidente del Comites Cosimo Titolo, dall’on. Laura Garavini e dal Consigleire del CGIE per la Svizzera, Michele Schiavone.

I relatori e la relatrice si sono rivolti ai numerosi connazionali, che hanno gremito la sala delle riunioni della Casa d’Italia di Berna, ricordando il significato e le gesta

del sacrificio dei numerosi partigiani italiani, compreso il padre dell’Ambasciatore Cosimo Risi, impegnati nella resistenza contro il nazifascismo.

hanno partecipato attivamente intonando canzoni partigiane.

La commemorazione del 69° anniversario della liberazione ha dato lo spunto per ricordare i caduti, ma anche per richiamare i presenti ad un maggiore impegno civile al fine di custodire i valori per i quali i coraggiosi partigiani si sono battuti. Con questo spirito di impegno civile e stata ricordata la figura del compianto presidente della Casa d’Italia e del Comites, Emirano Colombo.

Significativi sono stati gli interventi che hanno qualificato il valore della libertà e della pace in qualsiasi epoca, in qualsiasi momento e in qualsiasi parte del mondo. Un forte monito invece è stato rivolto a coloro che per interessi spiccioli e di parte vogliono confondere e riscrivere la storia. Abiurare in patria e in Europa ogni tentativo di revisionismo della storia e riscoprire il lato umano e ospitale della Svizzera, per affermare il ruolo propositivo della presenza italiana in un momento difficile e particolare della sua coesione politica è un impegno che tutta la Comunità dovrà assumere rendendosi protagonista del futuro della Svizzera. Un paese che ha dato asilo ai tantissimi antifascisti, alcuni dei quali al loro rientro hanno scritto pagine indelebili dell’Italia libera, democratica e repubblicana,

La liberazione è il frutto della resistenza, del sacrificio di tanti italiani che scelsero di prendere le armi per battersi contro la dittatura e per dare il proprio contributo alla costruzione di una società di liberi e uguali, una grande democrazia moderna.

L’Italia per gli italiani all’estero

Nelle maglie delle riforme a cui sta lavorando il nuovo governo del nostro paese, non sono ancora state avanzate delle proposte per rilanciare una nuova politica a sostegno della presenza italiana all’estero. Si tratta di un’iniziativa politica necessaria e inderogabile, che sollecitiamo venga espletata con urgenza, perché oramai il sistema delle relazioni tra il nostro Paese e la nostra presenza all’estero, che ha retto fino a qualche anno fa pur con molte difficoltà, mostra profonde crepe e moltissimi limiti in quanto, oramai, è superato nei fatti.

Anche nell’esposizione italiana all’estero il governo di Matteo Renzi è sollecitato a cambiare verso, è chiamato a rivedere non solo l’articolazione e i presidi della sua rete diplomatica e consolare, ma dovrà ripensare anche le modalità, gli strumenti e le professionalità per valorizzare le sue postazioni nel mondo e distribuire la propria offerta commerciale, culturale e il suo intervento di collaborazione nell’ ambito della cooperazione.

Per superare i ritardi accumulati negli anni bisogna andare oltre i proclami e l’evocazione di una tanta auspicata modernizzazione: occorrono i fatti e metodi nuovi. Sollecitiamo il governo ad agire apportando una vera discontinuità con pratiche amministrative ossidate e soprattutto l’alleggerimento da ingombranti zavorre che, anche in giro per il mondo, tengono bloccato il cambiamento. Perciò, il cambiamento non può essere affidato a chi fino ad oggi è stato parte di quel sistema arrivato al capolinea. Dunque, per una rimodulazione efficace e solidale della presenza italiana all’estero sarebbe oramai auspicabile introdurre anche nel Ministero degli esteri, assieme al dinamismo giovanile e audace che caratterizza il governo di Matteo Renzi si spianasse la strada a nuovi metodi manageriali ispirati alla meritocrazia ed evitare l’odiosa pratica dello spoils system. In virtù di queste considerazioni è nostra premura incalzare il governo, richiamare il legislativo a fare presto e bene, chiedendo di far applicare nello spirito e nella pratica i dettami della legge sulla revisione della spesa.

In questo nuovo clima politico incalziamo il governo di Matteo Renzi a prendere l’iniziativa per coinvolgere anche le Comunità italiane all’estero nel processo rinnovatore rendendole co-protagoniste della nuova rinascita italiana. Con la stessa determinazione ribadiamo la nostra contrarietà alla destrutturazione della rete consolare concepita, proposta e attuata dal Ministero degli esteri, chiedendo un intervento immediato per bloccare tutte le chiusure dei consolati e degli istituti di cultura italiana previsti entro la fine di luglio di quest’anno, partendo proprio dalla Svizzera dove in un breve lasso di tempo sono scomparse numerose agenzie e sedi consolari senza un adeguato riallineamento dei servizi.

La presenza italiana relegata in alcune aree desertiche del pianeta può essere concepita in altre forme, visto che oggi gli interessi energetici – evocati per giustificare l’apertura di nuove ambasciate – si fanno in sedi qualificate e sicuramente senza lo sperpero di denaro, che nelle more del risparmio potrebbe essere investito per altre finalità?

La stessa considerazione va fatta per la diffusione della lingua e della cultura italiana alla vigilia del nuovo anno scolastico, dell’utilizzo delle camere di commercio, degli enti commerciali e di promozione turistica della Penisola. Abbiamo l’obbligo e la consapevolezza di guardare avanti. In presenza di questa crisi tremenda l’Italia non può più camminare alacremente ma è costretta a correre in maniera spedita e convinta, ed il nostro impegno per l’Italia dovrà tracciare un percorso di progresso e di sviluppo umano, culturale e economico nel quale dovranno essere identificabili i valori della solidarietà, dell’uguaglianza e delle opportunità, che danno senso al nostro modo di sentirci e di essere diversi da chi ha interesse a gestire e vuole amministrare l’esistente.

Michele Schiavone
Segretario del PD
In Svizzera

Presentato il Circolo PD Enrico Berlinguer di Buenos Aires

Il giorno 24 aprile 2014 è stato presentato ufficialmente alla comunità locale il Circolo Enrico Berlinguer della città di Buenos Aires: alla presentazione hanno partecipato esponenti delle diverse componenti del centro sinistra locale, parlamentari nazionali e della Città Autonoma di Buenos Aires e cittadini interessati alla proposta.

“La nostra missione è promuovere l’incontro fra differenti esperienze del centro sinistra da una sponda all’altra dell’Oceano Atlantico. Desideriamo avvicinare il nostro Circolo ai cittadini italo-argentini della città di Buenos Aires e al tempo stesso incontrare i cittadini argentini che eleggono le forze politiche di centro sinistra a livello locale. Vogliamo superare le barriere linguistiche ma ricordare che gli emigranti italiani anche grazie alla lingua spagnola furono in grado di relazionarsi laddove i dialietti regionali complicavano le comunicazioni. Vogliamo difendere i diritti dei cittadini italo-argentini ma al tempo stesso coinvolgerli attivamente nella vita politica del paese d’origine e fornire loro tutti gli strumenti necessari per comprendere che lo scambio di esperienze fra i due paesi può generare benefici reciproci”, ha commentato il Secretario del Circolo Enrico Berlinguer, Gabriel Puricelli Yáñez.

Il Presidente del Circolo Marco Morani ha commentato “ci interessa rilanciare l’interesse per le vicende di casa nostra, ma riteniamo fondamentale che si iscrivano in un contesto più ampio, dove finalmente Italia e Argentina, tornino ad incontrarsi, a conoscersi e a crescere insieme. Desideriamo immaginare insieme nuovi orizzonti politici, culturali e economici che arricchiscano di nuovi significati l’appartenenza a un’area politica, il centro sinistra, in un ottica realmente transnazionale”.

Fra le presenze istituzionali e le adesioni ricevute segnaliamo: Deputato Nazionale Manuel Garrido (UCR), Deputato della Città di Buenos Aires, M.C. Martín Hourest (GEN), Deputata Nazionale Alcira Argumedo (Proyecto Sur), Senatore Nazionale Fernando “Pino” Solanas (Proyecto Sur), Deputato Nazionale Claudio Lozano (UP Unidad Popular), Deputato Nazionale Antonio Riestra (PARES, membro del Gruppo Parlamentare di Amicizia con Italia), Daniel Antenucci (Segretario Circolo PD Mar y Sierra), Marisa Bianchettin (Segretaria Circolo PD Regione Centro), Alberto Becchi (Sottosegretario Circolo PD Mar y Sierra), Raúl Ciappina (Presidente Circolo PD Mar y Sierra), Alejandro Vazza (Circolo Gran La Plata).

Elezioni europee – Il Ticino sostiene Sergio Aureli

Il 28 aprile 2014 si è riunito a Bellinzona il direttivo dei Circoli PD in Ticino, alla presenza di Sergio Aureli candidato alle elezioni europee nella circoscrizione Nord Ovest.

Per il nostro territorio e le peculiarità in materia di accordi bilaterali tra la Svizzera, l’Italia e l’Unione europea la candidatura di Sergio Aureli, che è funzionario sindacale UNIA in Ticino, rappresenta una grande occasione per la quale il nostro partito in Svizzera si sente impegnato e rappresentato. Perciò ci rivolgiamo a tutti gli iscritti ed ai simpatizzati chiedendo loro di adoperarsi al massimo per il successo di Sergio Aureli, che oltre a valorizzare il nostro territorio aggiungerebbe un valore propositivo alla configurazione del nuovo Parlamento europeo..

Difatti a Strasburgo e a Bruxelles nelle precedenti legislature gli aspetti e le questioni bilaterali sono stati seguiti da parte Italiana dalla regione Lombardia, e da parte Svizzera dal canton Ticino. Ciò costituisce un limite politico istituzionale grandissimo, perchè le due istituzioni agiscono in ambiti amministrativi, e non hanno sovranità per innovare materie di relazioni internazionali, che sono prerogativa esclusiva degli stati nazionali, o dell’UE.

I molteplici problemi ancora irrisolti nei territori di frontiera, in ultimo ampliati dall’esito del referendum popolare svizzero del nove febbraio scorso, debbono trovare una soluzione nella trattativa e nel dialogo. Per favorire ciò l’elezione al parlamento europeo di un rappresentante espressione del territorio, sensibile anche alle particolarità territoriali, favorisce l’individuazione di percorsi e di soluzioni positive per promuovere risposte adeguate alle istanze, che rischiano spesso di essere derubrigate al margine delle priorità..

Nell’incontro con Sergio Aureli, presente anche il segretario svizzero Michele Schiavone, abbiamo avuto modo di discutere anche sull’importanza del referendum popolare in agenda per il 18 maggio su salari equi in Svizzera (minimo di 4000 franchi) e il nostro impegno per il suo successo della proposta avanzata dalle parti sociali e dai partiti progressisti svizzeri. Siamo convinti che questa proposta, accompagnata da misure che evitino traumi occupazionali, possa far avanzare in tutta Svizzera i diritti dei lavoratori che in parte rischiano di essere erosi.
Per l’elezione di Sergio Aureli nel parlamento europeo, il circolo del PD in Ticino si sente fortemente impegnato, e assieme con il PD di Como e Varese metterà in campo iniziative rivolte alla popolazione di confine. Si tratta di argomenti che interessano l’ambiente, il traffico, l’energia e in particolare le questioni del lavoro dei frontalieri che ogni giorno si recano a lavorare in Ticino. Le elezioni europee sono un banco di prova anche per il Pd in Ticino, che le interpreta come una grande occasione per incontrare e coinvolgere la comunità italiana residente nella Svizzera italiana, per promuovere un dialogo sui temi bilateralim sulla mobilità, sul lavoro, sui diritti, sul fisco e per la nostra area geografica sull’imminente EXPO 2015, che coinvolgerà anche questa zona della Svizzera, situata all’interno della macroregione europea Insubrica e della Alpi.

Faremo campagna di sensibilizzazione tra la comunità Italiana residente in Ticino, inviteremo elettrici e elettori ad andare a votare al paese di origine in Italia (iscrizione AIRE), avendo presente che per queste elezioni, come anche per il rinnovo delle amministrazioni comunali e dei parlamenti regionali dell’Abruzzo e del Piemonte saranno esentati dalle spese di viaggio in treno, in nave e inautostrada dal confine Italiano sino al luogo di voto.

Elezioni europee 2014 -Circolo Pd Ginevra

Segnaliamo alcune note elettorali per le prossime elezioni Europee , Amministrative e regionali del 25 maggio 2014 pubblicate sul sito del Circolo Pd di Ginevra

http://pd-ginevra.ch/elezioni-europee-2014/

Festlicher Start in den Europawahlkampf

Über 250 Europäerinnen und Europäer haben am Samstag in Bern ein grosses Europafest gefeiert. In festlichem Rahmen lancierte Christian Levrat, Präsident der SP Schweiz, zusammen mit Kandidierenden der europäischen Schwesterparteien den Wahlkampf für die Europawahlen vom 22. bis 25. Mai. Unter dem Motto „Gemeinsam für ein soziales Europa“ rufen die sozialdemokratischen Parteien Europas die rund 1.7 Millionen EU-Bürgerinnen und EU-Bürger in der Schweiz zur Teilnahme an der Wahl auf. Für eine Wende weg von der herz- und kopflosen Sparpolitik, hin zu einem sozialen, demokratischen und ökologischen Europa.

Als einzige Schweizer Partei engagiert sich die SP für die Europawahl 2014. Heute Samstag treffen sich Europäerinnen und Europäer aus dem In- und Ausland für ein ebenso fröhliches wie politisches Europafest. Gianni Pittella, Vizepräsident des EU-Parlaments, skizzierte in seiner kämpferischen Rede die Vision der „Vereinigten Staaten von Europa“. Und SPD-Kandidatin Fabienne Vesper erinnerte daran, dass die Schweiz auch nach dem 9. Februar im Herzen von Europa liegt. Àngela Sabater von der PSOE und Paulo Pisco vom PS Portugal wünschten sich gerade mit Blick auf den Süden Europas eine Abkehr von der Austeritäts- und Sparpolitik der Kommission Barroso. Und schliesslich riefen Antoine Varoquié und Pervenche Berès vom PS français zu einer Wende in Europa auf. Europa müsse sozialer und demokratischer werden, kurz: Europa muss linker werden.

Welches Europa wollen wir? Das ist die dominierende Frage am heutigen Europafest und diese Frage können vom 22 bis 25. Mai auch rund 1.7 Millionen EU-Bürgerinnen und EU-Bürger in der Schweiz beantworten. Für die SP und ihre europäischen Schwesterparteien ist klar, dass Europa nach den verheerenden Jahren unter der konservativ-neoliberalen Kommission Barroso eine neue Ausrichtung braucht. Europa muss den Menschen eine Perspektive bieten. Europa muss sozialer, demokratischer und ökologischer werden. Wer in der EU stimmberechtigt ist und im Mai seine Stimme für ein soziales Europa abgeben möchte, findet alle Informationen unter www.europawahl2014.ch