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Lug 01

Tratta Ferroviaria Lombardia-Ticino

Circolo del Canton Ticino

COMUNICATO STAMPA

 

Treni per Malpensa, problema vero o inventato. Oppure gatta ci cova ?

E’ ritornata d’attualità la questione sui trasporti tra il Ticino e la vicina Lombardia. Si prende atto dell’imbarazzo manifestato dalla regione Lombardia, attraverso le affermazioni dell’assessore per i rapporti transfrontalieri, Francesca Brianza, per la decisione del Consiglio di Stato ticinese di sospendere il finanziamento per la tratta italiana della linea ferroviaria Mendrisio-Varese. In effetti, già durante la settimana erano state diffuse informazioni sul cambiamento del progetto infrastrutturale, che prevede la costruzione di una linea diretta per rendere più efficiente la linea ferroviaria dal Ticino a Malpensa. Può essere una pura coincidenza che, proprio questa settimana, a Berna sia stata ridiscussa la questione sulla presenza svizzera nella black list?
Rimettere continuamente in discussione impegni e progetti anche di natura transnazionale crea difficoltà a chi ha responsabilità di governo. Nel caso della tratta ferroviaria Lombardia-Ticino, però, si tratta di partiti di governo che hanno delle forti affinità politiche e interessi territoriali, nonché grande influenza in regioni attigue. Dopo aver superato diverse problematiche progettuali, spesso dovute ad eccessi burocratici, finalmente il traguardo della nuova infrastruttura ferroviaria , attesa da tutti , con attese forse eccessive, ecco il fulmine d’estate: il Ticino denuncia la Lombardia accusandola di non rispettare i patti e di tenersi il contributo all’opera infrastrutturale.
La tragicomica manfrina, ha tutta l’aria di essere un po’ costruita ad arte dagli amministratori leghisti di ambo le parti. Con danno per tutti i cittadini sia lombardi, sia ticinesi. Di fatti se le autorità ticinesi riprendessero il fascicolo dell’accordo del 2011 , in base al quale per raggiungere Malpensa gli utenti provenienti da Como Chiasso, non dovrebbero cambiare treno a Mendrisio, non si capisce, cosa abbiano

fatto i tecnici di ambo le parti, che hanno costruito le linee di trasporto esattamente al contrario. Non solo assistiamo ad una contraddizione di termini, ma perfino ad un raggiro delle decisioni.
La questione, naturalmente, sui presunti dati della frequentazione, e con molto buon senso, può essere affrontata e risolta. L’utilità di un’opera pubblica si misura non dal punto di vista economico, che è preponderante, ma anche sugli effetti che produce. La tratta ferroviaria è stata voluta per agevolare la vita dei viaggiatori, ridurre l’impatto ambientale e facilitare la mobilità. Oggi, si solleva il problema con clamore, invece, per raggiungere un’esposizione mediatica alla vigilia di appuntamenti elettorali e per avere un ritorno politico. Nessuno mette in dubbio le difficoltà presenti in questo dossier, ma crediamo che le parti, con maggiore impegno è meticolosità debbano impegnarsi ad affrontare le difficoltà correlate all’avvio della nuova opera. Sarebbe opportuno, a questo punto, che le rappresentanze lombarde e ticinesi riprendano in esame il progetto e che al tavolo delle trattative, per la parte italiana partecipi anche la rappresentanza di minoranza del partito democratico lombardo.

Segreteria organizzativa Lugano – phone 0041 76 338 03 48

 

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