Nov 30

L.egge di Bilancio: emendamento per gli italiani all’estero

 

 

 la soddisfazione del Cgie

La Commissione Bilancio del Senato ha approvato a notte fonda l’emendamento alla legge di bilancio presentato dai senatori eletti all’estero Micheloni, Giacobbe, Turano, Di Biagio e sottoscritto dai senatori Longo e Sangalli, che esprimono “soddisfazione per i risultati conseguiti nei capitoli di spesa concernenti le comunità italiane all’estero”. Anche il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero “apprezza soddisfatto le buone notizie provenienti dal Parlamento italiano, sull’esito positivo del lavoro svolto in sede emendativa”. L’emendamento prevede i seguenti interventi: per la promozione della lingua e cultura italiana all’estero 1 milione di euro (aggiuntivi rispetto al finanziamento a regime) per il 2018, 1.5 milioni di euro a decorrere dal 2019, destinati in particolare al sostegno degli enti gestori di corsi di lingua e cultura; per il Consiglio Generale Italiani all’Estero 400 mila euro, per il 2018, necessari per garantire almeno l’adempimento degli obblighi previsti dalla legge; per i Comites 100.000 euro per l’anno 2018. Previsti anche 600 mila euro per i contrattisti, a decorrere dal 2018, per l’adeguamento salariale del personale (“un intervento atteso da 10 anni”, commentano i senatori), 400mila euro a decorrere dal 2018, a favore delle agenzie di stampa specializzate sugli italiani all’estero che abbiano svolto tale servizio per il Maeci da almeno 5 anni; 500mila euro per la stampa italiana all’estero per il 2018, a integrazione della dotazione finanziaria per i contributi diretti in favore della stampa italiana all’estero; 1 milione per il 2018 per le Camere di Commercio italiane all’estero.

 

INTERVENTI STRUTTURALI – “Si tratta – commenta il segretario del Cgie Michele Schiavone – di emendamenti aggiuntivi, dell’entità di 4,5 milioni di euro, alle attività amministrative e politiche promosse dal Governo e dal Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale in favore degli italiani all’estero, che vanno a rafforzare gli interventi già predisposti alle voci di bilancio strutturale per il prossimo anno in materia di promozione linguistica e culturale, e sono destinati agli enti promotori dei corsi di lingua e cultura; alla rappresentanza di base dei Comites e del CGIE; al personale a contratto da assumere nella rete consolare; alle agenzie di stampa estera specializzate nell’informazione e nella comunicazione delle nostre comunità all’estero e alle Camere di Commercio italiane presenti nei diversi continenti”. Secondo Schiavone “il consolidamento di questi capitoli di spesa, che va ad aggiungersi agli altri interventi strutturali, costituisce un segnale inequivocabile di come questo Governo abbia preso seriamente a cuore le potenzialità espresse dalle nostre comunità all’estero e ne riconosca i meriti. Del resto le incoraggianti notizie della ripresa economica italiana, favorita dalla crescita dell’export, indicano la strada da percorrere per rafforzare non solo l’immagine ma anche le strutture amministrative e rappresentative italiane all’estero, che con questo Governo hanno incominciato a proporsi e ad agire in maniera integrata”. (Red – 29 nov)

Nov 30

Approvato emendamento omnibus per gli italiani all’estero

 

 

Comunicato congiunto dei Senatori Micheloni, Giacobbe, Turano, Di Biagio, Longo e Sangalli

 

In prossimità della conclusione del primo passaggio della Legge di Bilancio al Senato, desideriamo informare i cittadini sui risultati conseguiti nei capitoli di spesa concernenti le comunità italiane all’estero. Consideriamo molto soddisfacente il lavoro svolto in fase emendativa, di concerto con il Governo e il MAECI, non solo perché sono stati recuperati fondi aggiuntivi, ma soprattutto perché buona parte di essi, quali quelli per la promozione della lingua e cultura italiana all’estero, per l’adeguamento salariale dei contrattisti, per le agenzie di stampa, hanno carattere strutturale, dunque andranno a integrare stabilmente nei prossimi anni la dotazione finanziaria relativa ai capitoli di spesa sopra citati.
Con l’emendamento “omnibus” sono previsti i seguenti interventi:

– promozione della lingua e cultura italiana all’estero – 1 milione di euro (aggiuntivi rispetto al finanziamento a regime) per il 2018, 1.5 milioni di euro a decorrere dal 2019, destinati in particolare al sostegno degli enti gestori di corsi di lingua e cultura;

– Consiglio Generale Italiani all’Estero – 400.000 euro, per il 2018, necessari per garantire almeno l’adempimento degli obblighi previsti dalla legge;

– Comites – 100.000 euro per l’anno 2018;

– Contrattisti – 600.000 euro, a decorrere dal 2018, per l’adeguamento salariale del personale di cui all’art.152 del decreto del Presidente della Repubblica 05.01.1967 n. 18; si tratta di un intervento atteso da 10 anni;

– Agenzie di stampa – 400.000 euro a decorrere dal 2018, a favore delle agenzie specializzate sugli italiani all’estero che abbiano svolto tale servizio per il MAECI da almeno 5 anni;

– Stampa italiana all’estero – 500.000 euro per il 2018, a integrazione della dotazione finanziaria per i contributi diretti in favore della stampa italiana all’estero;

– Camere di Commercio italiane all’estero – 1 milione di euro per l’anno 2018.

Nov 16

“Un atto di giustizia verso gli ex emigrati”

 

 

Federazione svizzera

 

Né sanatoria, né condono: un atto di giustizia verso gli ex emigrati

Nota su Voluntary Disclosure, cittadini italiani ex AIRE e lavoratori trans-frontalieri

 

È stato approvato un emendamento al Decreto Fiscale riguardante la Voluntary Disclosure, con importanti novità per i cittadini italiani ex AIRE oggi residenti in Italia e i lavoratori trans-frontalieri.

 

Come è noto, fino ad oggi i cittadini afferenti alle categorie sopra citate avrebbero dovuto denunciare i loro depositi bancari, così come i redditi derivanti dai beni immobili, maturati durante il periodo di residenza all’estero, rientrando nella disciplina prevista dalla Voluntary Disclosure, dunque con una tassazione molto elevata (dal 15% al 35%), su redditi già tassati.

 

Fin dall’approvazione della suddetta disciplina, come senatori eletti nella circoscrizione Estero avevamo costantemente sollecitato il Governo a porre rimedio a un “effetto collaterale” particolarmente ingiusto, per cui tali cittadini si trovavano ad essere trattati come evasori fiscali sul prodotto del loro regolare lavoro all’estero, già tassato nei paesi di immigrazione.

 

Il Governo, pur riconoscendo tale incongruenza, non era intervenuto sulla materia. Oggi, finalmente, l’emendamento approvato in data 14.11.2017 in commissione Bilancio costituisce un primo passo decisivo per la soluzione del problema.

Come recita il primo comma, “Le attività depositate e le somme detenute su conti correnti e sui libretti di risparmio all’estero alla data di entrata in vigore della presente disposizione, in violazione degli obblighi di dichiarazione di cui all’articolo 4, comma 1, del decreto legge 28 giugno 1990, n. 167, da soggetti fiscalmente residenti in Italia ovvero dai loro eredi, in precedenza residenti all’estero, iscritti all’AIRE o che hanno prestato la propria attività lavorativa in via continuativa all’estero in zone di frontiera e in Paesi limitrofi, derivanti da redditi prodotti all’estero (…) possono essere regolarizzate, anche ai fini delle imposte sui redditi prodotti dalle stesse, con il versamento del 3% del valore delle attività e della giacenza al 31 dicembre 2016 a titolo di imposte, sanzioni e interessi.”

L’istanza di regolarizzazione dovrà essere trasmessa entro il 31 luglio 2018, e il versamento delle somme dovute dovrà avvenire entro il 30 settembre 2018 (prima rata o soluzione unica).

 

I cittadini afferenti alle medesime categorie che dovessero rientrare in Italia dopo il 31 luglio 2018 non saranno coperti da questo intervento: per questo motivo occorre continuare il lavoro fino al termine di questa legislatura e nella prossima, per individuare una soluzione normativa strutturale, che salvaguardi tali cittadini e comprenda anche i dipendenti statali in servizio all’estero.

Invitiamo le associazioni, i patronati e gli organi di informazione a diffondere il più possibile la notizia in maniera tale da agevolare i cittadini direttamente interessati, e da informare correttamente l’opinione pubblica: l’emendamento in questione interviene a sanare, purtroppo ancora solo parzialmente, casi lampanti di doppia imposizione, non certo di evasione o elusione fiscale.

Nov 10

Conferenza con la presenza di Mercedes Bresso organizzata dal circolo di Ginevra

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